Vi raccontiamo una storia speciale. Doveva essere un’intervista, ma preferiamo che sia un breve racconto di vita, di una ragazza di soli 26 anni con una grande determinazione, che ha molto da insegnare ad ognuno di noi: mai arrendersi, mai piangersi addosso. Focalizzate l’obiettivo e raggiungetelo superando caparbiamente ogni ostacolo.

Sono Marta Pellizzi, ho 26 anni e da poco sono una libera professionista nel settore della comunicazione. Mi occupo di Social Media Marketing, aiutando chi mi contatta a gestire e migliorare la propria presenza sui social network. Questo lavoro mi entusiasma molto, seppur esso sta divenendo un’attività molto comune. In effetti, non mi reputo diversa dai miei colleghi di mestiere. Ognuno ha le proprie peculiarità che sfrutta in modo differente ed è per questo che ciò ci concede poi di andare avanti, anche se il periodo è davvero duro.

Insomma, fino a qui niente di rilevante se non i vari meccanismi e limiti che ho sempre dovuto modificare e superare per proseguire su questa strada. Oltre ad essere una sognatrice, mi reputo molto forte perché svolgo tutto ciò che un’attività di questo genere implica senza avere la totalità della vista.

Sono divenuta ipovedente otto anni fa a seguito di un tumore cerebrale. Ho da subito perso la vista e mi sono immediatamente adattata ad una situazione di semi-cecità, terribile. Terribile da comprendere e anche da raccontare perché, oltre a dover affrontare il pensiero della morte, ho dovuto affrontare il buio nel vero senso della parola.

Col tempo la vista non è migliorata ed ormai vederci in questo modo è diventata un’abitudine. Ci sono dunque limiti insuperabili che quotidianamente devo subire. Stare davanti ad un PC è dura e gli sforzi sono immensi ed il tempo impiegato per compiere semplici attività diventa talvolta estenuante. Mi sforzo in continuazione, senza pensarci. Per me è normale.

Aver avuto un tumore e aver perso la vista è però niente in confronto  a quello che mi è capitato dopo. Dopo l’intervento chirurgico di asportazione del primo tumore ho vissuto anni ancora più dolorosi poiché mi è stato diagnosticato il medesimo tipo di tumore doppiamente recidivato. Non è stato facile affrontare tutto ciò e a volte ho seriamente temuto di poter morire. Nel 2013 infatti sono nuovamente stata operata e finalmente ho potuto dire addio al tumore che mi opprimeva.

Sembra apparentemente facile raccontare questo i poche righe. La verità è che la mia storia è molto complessa, ho sostenuto molto dolore e reggo ancora oggi le conseguenze di quel male.

 

Abbiamo chiesto a Marta qual è il suo segreto, perché lei è uno splendido esempio di come i limiti siano soprattutto mentali e ci voglia pensiero positivo per superarli e andare sempre avanti.

Il mio segreto? Oddio, credo di non averne. Ho sempre pensato intensamente alle persone che mi facevano stare bene per poter andare avanti. Ogni giorno è stato e sarà una sfida, contro me stessa e contro limiti così oggettivi e indimenticabili.

Oggi mi sento forte e guardo al futuro. Come dicevo, il periodo di questa terribile crisi ha coinvolto un po’ tutte le attività lavorative. Io però continuo a puntare su questo lavoro perché è una delle poche ragioni ce mi porta ancora a credere nel futuro.

Una delle cose che mi è riuscita meglio è aver scritto un raconto, autopubblicato (significa che ho pagato di tasca mia). Inoltre, cose che mi sono riuscite bene sono gli esami universitari. Il prossimo anno mi laureerò in Scienze e Tecnologe della comunicazione a Ferrara e ne sono molto felice. Questo percorso di studi è sempre stato travagiato poichè anch’esso spesso interrotto dai problemi di salute. Però, ce la farò anche con questa.

La storia di Marta ci ha colpite. In un periodo in cui tutti passiamo il tempo a lamentarci di ogni cosa, sapere che c’è qualcuno che supera le montagne, mentre noi ci facciamo mille problemi per un sassolino, aiuta a ridare il giusto valore alle cose.

Visitate il suo sito, seguitela sui social e leggete il suo libro. A volte un buon esempio vale più di mille consigli.

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    By: Mirna Pacchetti

    Sono Mirna, una donna dalla doppia vita: di giorno sono consulente di marketing strategico per le start up e il rilancio delle aziende in difficoltà, ma la sera mi trasformo nella mamma di due piccole principesse. I due lavori più belli del mondo!
    In questi anni di “mammitudine” ho imparato a destraggiarmi tra pannolini e call di lavoro, ma soprattutto ho imparato a sopravvivere alle oppressioni di un sistema che penalizza le donne, soprattutto se sono mamme senza un contratto a tempo indeterminato.
    Burocrazia, INPS, Agenzie delle Entrate, IVA e le loro amiche tasse tentano da 6 anni di mettermi i bastoni tra le ruote e farmi desistere dal riuscire nei miei due intenti: essere la miglior mamma possibile e avere un lavoro che mi gratifichi anche dal punto di vista economico.
    Io e Mamma single siamo quelle che non hanno avuto la maternità, non hanno permessi retribuiti e non hanno orari oltre i quali far cadere la penna e tornare dalla propria famiglia. Essere mamma in queste condizioni è un vero salto ad ostacoli, ma sto imparando a saltare bene ed ho indossato le giuste scarpe… questa sfida la vinco io!
    Magari facendo cambiare qualche legge e facendone promulgare qualche altra! 😉

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