Dove vorresti andare a lavorare ogni giorno? Per te che caratteristiche deve avere il luogo di lavoro ideale?
Io ho le idee molto chiare sull’azienda nella quale vorrei lavorare e ho deciso di crearla.

Da circa due anni mi frulla in testa un’idea, un po’ complessa da realizzare, ma sto mettendo tutta me stessa in questa impresa.
Non si tratta solo di un’idea di start-up, ma di una chiara idea di come voglio che sia l’azienda dove lavoro. Ho in mente come devono essere gli spazi, come devono essere le persone e qual è la filosofia aziendale che deve essere accolta da chiunque collabori con me.
Voglio un’azienda all’altezza dei miei sogni.

Keyword: Rispetto. Con la R maiuscola

A mio avviso negli ultimi decenni abbiamo perso di vista un concetto molto importante: il rispetto. Per se stessi, per gli altri, per il mondo che ci circonda.
Rispetto vuol dire accettare tutti e accettare che abbiamo idee diverse dalle nostre, una famiglia, delle esigenze e uno stile di vita diverso.
Al di là delle leggi che regolano i rapporti di lavoro, c’è il rispetto per gli altri, che è ancora più forte, perché porta con sé comprensione, condivisione e vera amicizia.

Meritocrazia

È un concetto molto semplice, ma difficile da applicare perché spesso entrano in gioco fattori personali e amicizie.
La meritocrazia serve, perché premia chi si impegna (al di là di parentele e affinità) e consente all’azienda di raggiungere i suoi risultati.

Lavorare per obiettivi

Ognuno ha i suoi tempi: c’è chi lavora bene di giorno, c’è chi lavora bene la sera; c’è chi impiega un’ora a svolgere un lavoro grazie la sua esperienza e competenza, c’è chi deve imparare e quel lavoro lo svolge in quattro ore. Per questo nella mia azienda verranno dati obiettivi e non orari da rispettare.
Se una persona riesce a raggiungere gli obiettivi prefissati in sei ore lavorative invece di otto, portando comunque il risultato atteso, è giusto che abbia più tempo per sé.
Sei una persona preferisce dormire un’ora in più al mattino e lavorare fino a sera, è giusto che gli venga concessa quell’ora in più di sonno.
Basta che ognuno rispetti gli impegni presi, gli obiettivi da raggiungere e il tempo degli altri, ovvero che non faccia ciò che vuole quando gli pare, bensì che gestisca il suo tempo nei limiti del possibile e quando gli impegni del lavoro glie lo concedono.

Un’azienda liquida

Le nuove tecnologie ci consentono di lavorare da città diverse ottenendo la stessa collaborazione e sintonia lavorativa di quando si è seduti nella scrivania accanto.
InTribe sta nascendo così: con persone che lavorano da Milano, Faenza e Torino. Abbiamo già sperimentato questo modello e funziona, questo ci consente di gestire al meglio la conciliazione famiglia/lavoro e consente all’azienda di trovare le migliori risorse senza pretendere che si trasferiscano se non vogliono farlo.

Il luogo in cui diventare chi vuoi essere

Se qualcuno lavora per me significa che ho visto in questa persona del valore. Anche se ha appena concluso gli studi.

Questa persona ha delle qualità che sono utili all’azienda per crescere. Se cresce la persona cresce l’azienda, Punteremo quindi sulla formazione e sulla costante crescita personale per fare in modo che le persone che lavorano con noi continuino ad imparare durante tutto il percorso che faremo assieme.

…e chi se ne frega se lo diventi e poi cambi lavoro!

Lavorare deve essere piacevole, fare un lavoro frustrante o che non soddisfa rende le persone insoddisfatte. Se una persona non si trova bene all’interno della nostra azienda è giusto che trovi un altro lavoro.
Se l’avremo formata, le avremo dato delle competenze e investito in lei, molto probabilmente ne avremo tratto un grande beneficio: dato dalla sua professionalità e da quanto avrà fatto per la nostra azienda, quindi ci avremmo guadagnato entrambi.
Per quanto ci proveremo, sappiamo bene che la nostra azienda non sarà mai perfetta e non tutti vorranno rimanere a lavorare in essa, quindi è giusto che vadano in un altro posto di lavoro quando non si sentiranno più appagati.

La qualità costa

Per questo non svenderò i servizi che offriremo, né sotto pagherò le persone.
Per un motivo molto più egoista di quanto non pensiate: le persone sottopagate lavorano male e scappano appena trovano di meglio.
Se sono persone valide, non me lo posso permettere. Non mi posso permettere di sprecare le loro potenzialità, né di subire un danno dovuto a lavori fatti male.

Vuoi sapere la verità?

Non so se riuscirò a creare l’azienda che sogno, ma ci proverò con tutta me stessa e so di avere accanto dei futuri soci all’altezza dei miei sogni che mi aiuteranno a tramutare ciò che desidero in realtà.

 

Grazie ad Agnese Spina per la bellissima fotografia!

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    By: Mirna Pacchetti

    Sono Mirna, una donna dalla doppia vita: di giorno sono consulente di marketing strategico per le start up e il rilancio delle aziende in difficoltà, ma la sera mi trasformo nella mamma di due piccole principesse. I due lavori più belli del mondo!
    In questi anni di “mammitudine” ho imparato a destraggiarmi tra pannolini e call di lavoro, ma soprattutto ho imparato a sopravvivere alle oppressioni di un sistema che penalizza le donne, soprattutto se sono mamme senza un contratto a tempo indeterminato.
    Burocrazia, INPS, Agenzie delle Entrate, IVA e le loro amiche tasse tentano da 6 anni di mettermi i bastoni tra le ruote e farmi desistere dal riuscire nei miei due intenti: essere la miglior mamma possibile e avere un lavoro che mi gratifichi anche dal punto di vista economico.
    Io e Mamma single siamo quelle che non hanno avuto la maternità, non hanno permessi retribuiti e non hanno orari oltre i quali far cadere la penna e tornare dalla propria famiglia. Essere mamma in queste condizioni è un vero salto ad ostacoli, ma sto imparando a saltare bene ed ho indossato le giuste scarpe… questa sfida la vinco io!
    Magari facendo cambiare qualche legge e facendone promulgare qualche altra! 😉

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