I bandi di finanziamento sono un argomento molto controverso. Tutti gli imprenditori vorrebbero accedervi, ma molto spesso sono disillusi e credono che siano tutti pilotati. Ecco perché non è così e come beneficiarvi.

Abbiamo partecipato a Bandi e Sbandi, evento di Asseprim svoltosi nella sede di Confcommercio Milano ed abbiamo capito che i bandi di finanziamento possono essere una reale opportunità e leva di sviluppo per le aziende, ma bisogna sapere come accedervi e come presentare il proprio progetto.

Ecco un decalogo che vi sarà utile quando deciderete di partecipare ad un bando.

COSA FARE PER PARTECIPARE AD UN BANDO E AVERE LA POSSIBILITÀ DI FARCELA?

Durante l’evento abbiamo individuato le best practice per riuscire a partecipare ai bandi di finanziamento:

  1. Tieniti aggiornata – verifica periodicamente quali bandi di finanziamento vengono pubblicati e individua quali sono più adatti alle tue esigenze e alla tua attività
  2. Leggi con attenzione il testo dei bandi, per essere certa di avere le caratteristiche per partecipare. Molto spesso pensiamo che i bandi siano pilotati perchè non vinciamo mai, senza renderci conto che se non abbiamo i requisiti minimi richiesti nel bando, non abbiamo diritto ad accedervi
  3. Punta sull’innovazione – i progetti che consentono alle aziende di aggiornarsi ed essere innovative sono quelli più apprezzati. Anche se non é espressamente richiesto dal bando, questo è un aspetto che viene sempre valutato positivamente
  4. La qualità paga – dedica tempo alla compilazione della domanda e cerca di creare un progetto strettamente attinente al bando di finanziamento, scrivendolo molto bene, in modo sintetico ma esaustivo
  5. Crea una rete di relazioni – se vuoi partecipare ad un bando che finanzia aspetti che non segui direttamente (ad esempio la comunicazione) coinvolgi persone o fornitori che hanno competenze in quella materia e che ti possano aiutare a strutturare al meglio la tua domanda
  6. Attieniti a quanto richiesto dal bando – la tua azienda fa molto di più, ma ti devi focalizzare sul progetto specifico e raccontare solo quello nel dettaglio. Se hai un progetto più complesso, che ha una parte finanziabile da un bando, focalizzati solo su quella
  7. – Se hai una ditta individuale o una partita IVA non puoi accedere alla quasi totalità dei bandi, coinvolgi imprese artner con i quali poter partecipare in modo sinergico, presentando un’unica domanda
  8. – Se fornisci servizi o prodotti ad un settore che può beneficiare di un bando, coinvolgi i tuoi clienti o potenziali clienti, aiutandoli ad ottenere un bando che finanzi un progetto realizzato anche con il tuo supporto
  9. Appoggiati alle associazioni che possano darti una consulenza su come partecipare e possano valutare con te se hai i requisiti necessari per partecipare
  10. – Infine… Provaci! Partecipare ai bandi di finanziamento richiede tempo e capacità progettuale. Datti l’opportunità di ottenere quei fondi. Magari non ce la farai al primo colpo, ma imparerai come partecipare e le volte successive ottimizzerai i tempi e presenterai meglio il tuo progetto

Ora tocca a te: individua il bando e inizia a preparare il progetto!
In bocca al lupo!

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    By: Mirna Pacchetti

    Sono Mirna, una donna dalla doppia vita: di giorno sono consulente di marketing strategico per le start up e il rilancio delle aziende in difficoltà, ma la sera mi trasformo nella mamma di due piccole principesse. I due lavori più belli del mondo!
    In questi anni di “mammitudine” ho imparato a destraggiarmi tra pannolini e call di lavoro, ma soprattutto ho imparato a sopravvivere alle oppressioni di un sistema che penalizza le donne, soprattutto se sono mamme senza un contratto a tempo indeterminato.
    Burocrazia, INPS, Agenzie delle Entrate, IVA e le loro amiche tasse tentano da 6 anni di mettermi i bastoni tra le ruote e farmi desistere dal riuscire nei miei due intenti: essere la miglior mamma possibile e avere un lavoro che mi gratifichi anche dal punto di vista economico.
    Io e Mamma single siamo quelle che non hanno avuto la maternità, non hanno permessi retribuiti e non hanno orari oltre i quali far cadere la penna e tornare dalla propria famiglia. Essere mamma in queste condizioni è un vero salto ad ostacoli, ma sto imparando a saltare bene ed ho indossato le giuste scarpe… questa sfida la vinco io!
    Magari facendo cambiare qualche legge e facendone promulgare qualche altra! 😉

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