In un articolo di qualche anno fa vi avevo raccontato le mie peripezie per ottenere la materinità (essendo io in proprio devo fare autonomamente la richiesta). Ciò che non sapete è che non era finita li e ciò che emerge è una grave inefficienza dell’INPS e degli apparati statali in generale.

Per aprire questo post ci starebbe bene una bella canzoncina di sottofondo… una di Alberto Sordi… che faceva più o meno così: “Te ce hanno mai mandato… a quel paeseeee…”.
Quel paese è la nostra bella Italia, ormai vittima di un degrado che agli occhi dei più pare inarrestabile, perché quando pensi di aver toccato il fondo… qui si comincia a scavare. E non a mani nude: con le ruspe!
Giusto per fare prima…

L’antefatto

Vi avevo già raccontato le difficoltà di fare online la richiesta di maternità, unite al fatto che avevo scoperto di:

  1. avere diritto a solo cinque mesi di maternità
  2. che mi venivano rimborsati solo i contributi INPS 
  3. che questi soldi sarebbero stati corrisporti entro un anno dalla data della richiesta

Già queste informazioni farebbero perdere la plombe all’inglese più radicato, ma ovviamente non era finita qui!
Per riuscire ad avere una password di accesso al sistema ho dovuto tribulare da aprile ad agosto!

Siamo la repubblica della burocrazia inutile

Ad inizio aprile tento di eccedere al sito INPS e scopro che il mio PIN è scaduto. Quindi avvio la laboriosa procedura per generare un nuovo pin, che ti chiede ogni volta di reinserire dati che sono già in possesso di INPS (come il tuo codice ficale).

Ovviamente il nuovo PIN sostituisce il vecchio, quindi sovrascrivo il nuovo PIN con il vecchio nel mio file delle Password e salvo.

Tento nuovamente di procedere all’interno sito INPS e il sistema mi chiede vecchio PIN e il nuovo…
Di grazia… se ho già fatto l’accesso perché mi devi richiedere il veccho PIN???

Ovviamente sono in piena gravidanza, quindi la mia memoria equivale a quella di una lumaca lasciata sotto il sole e non ricordo il vecchio e macchinoso PIN. Stupida io che l’ho cancellato, ma il call center troverà una soluzione!

Come non risolvere i problemi

Chiamo il call center e scopro che non c’è modo di risalire al vecchio PIN, quindi mi propongono un reset dell’account, revocando il vecchio PIN e generarne uno nuovo.

La procedura di revoca mi chiede d’inserire codice fiscale (?) numero di tessera sanitaria (??) e sua scadenza(???).
Scusate, ma questi non sono dati generati dall’INPS per me?
E all’interno del sistema io devo editarli nuovamente???
Tutte le volte!!!???!?!!?!?!?!?!

Inserisco i dati e appare un messaggio che dice che mi arriverà una mail con lei istruzioni di revoca.

La mail che arriva contiene un link e un codice di revoca.

Fornisci il codice fiscale

Al link indicato devo inserire il mio codice fiscale (buahahahaha! Non so più se ridere o piangere) e codice di revoca.

Clicco su invio e mi si apre la pagina per generare un nuovo PIN e mi viene richiesto… d’inserire il codice fiscale!!!!!
Quindi reinserire tutti i miei dati!!!!!!
E mi domando nuovamente: ma il codice fiscale non dice già come mi chiamo, dove sono nata, quando e dove abito?

Completo l’ennesimo inserimento dei dati e clicco su invio. Il messaggio nella pagina m’informa che mi arriverà mezzo codice via mail, l’altra metà via posta (come la prima volta).

Quando arriverà il codice via posta dovrò:

  1. rifare l’accesso
  2. generare un nuovo PIN al primo accesso
  3. far generare il PIN dispositivo
  4. inviare il fax (ammazza come sono avanti! Niente piccione viaggiatore????)
  5. Aspettare che venga abilitato
  6. poi (forse) fare la richiesta di maternità…

Ma non è tutto oro quello che luccica

L’epilogo di questa storia è stato che il nuovo PIN non funzionava e quattro degli operatori del call center INPS contattati mi hanno trattata come una povera ebete che non è in grado di scrivere un PIN correttamente e cliccare su due bottoni.

I saputelli in realtà non sapevano nulla, quindi le risposte che davano erano quelle che mi potevo leggere da sola nelle FAQ, che per altro avevo già letto…

Il quinto, santo, operatore del call center era l’unico veramente competente: non è partito dal presupposto che fossi stupida e ha capito che c’è un baco nel sistema (ma bene!!).

Mi ha fatto revocare nuovamente il PIN, rifare tutta la procedura e con l’ennesimo PIN, dopo 4 mesi, sono riuscita a chiedere la maternità!

In conclusione

Meglio partorire quattro gemelli che fare la richiesta di maternità online all’INPS!

Sono arrivata ad 8 PIN generati, ho chiamato una ventina di volte il call center e perso decine di ore. Mi domando: al di là dei mesi di tempo che mi hanno fatto perdere, quanto è costato (con i nostri soldi) un sistema così inutilmente complesso e macchinoso?
Avrebbero fatto meglio a spendere quei soldi in formazione del personale…

 

  • author's avatar

    By: Mirna Pacchetti

    Sono Mirna, una donna dalla doppia vita: di giorno sono consulente di marketing strategico per le start up e il rilancio delle aziende in difficoltà, ma la sera mi trasformo nella mamma di due piccole principesse. I due lavori più belli del mondo!
    In questi anni di “mammitudine” ho imparato a destraggiarmi tra pannolini e call di lavoro, ma soprattutto ho imparato a sopravvivere alle oppressioni di un sistema che penalizza le donne, soprattutto se sono mamme senza un contratto a tempo indeterminato.
    Burocrazia, INPS, Agenzie delle Entrate, IVA e le loro amiche tasse tentano da 6 anni di mettermi i bastoni tra le ruote e farmi desistere dal riuscire nei miei due intenti: essere la miglior mamma possibile e avere un lavoro che mi gratifichi anche dal punto di vista economico.
    Io e Mamma single siamo quelle che non hanno avuto la maternità, non hanno permessi retribuiti e non hanno orari oltre i quali far cadere la penna e tornare dalla propria famiglia. Essere mamma in queste condizioni è un vero salto ad ostacoli, ma sto imparando a saltare bene ed ho indossato le giuste scarpe… questa sfida la vinco io!
    Magari facendo cambiare qualche legge e facendone promulgare qualche altra! 😉

  • author's avatar

    Visit the author’s website

  • author's avatar

    Le 8 verità che nessuno ti dice sul mondo del lavoro
    Inseguire i propri sogni. Intervista a Laura Lamberti
    Viaggi low cost? Si può fare!
    Regali di Natale: dritta per le ritardatarie
    Beta tester cercasi, formazione gratuita in cambio!

    See all this author’s posts