Ieri la mia cucciola ha compiuto nove mesi ed io sono andata a Torino per lavoro, rientrando oggi nel primo pomeriggio.
Ho deciso di spostarmi in treno, adoro viaggiare così, perché si fanno sempre incontri interessanti.
Ieri ho avuto il piacere di conversare per un’ora con il console generale britannico che si occupa di Trade and Investment, si stava recando a Torino per un appuntamento con Marchionne (o Marcione, come lo ha erroneamente chiamato lui) e John Elkann. Abbiamo parlato di crisi, delle problematiche del governo e delle possibili soluzioni per l’Italia, mi ha detto che in Inghilterra il governo paga le fatture a 5 giorni (wow!) e questo fa si che tutte le aziende siano incentivate a pagare in tempi brevi le proprie pendenze, generando cash flow, liquidità che possono essere spese e reinvestite in forza lavoro e acquisto di beni o servizi.

L’Italia invece soffre di una prassi consolidata nella quale lo stato paga da sei mesi a due anni dopo averi ricevuto una prestazione o un prodotto, di conseguenza le aziende pagano a sessanta o novanta giorni ed a volte decidono il blocco dei pagamenti per qualche mese al fine di aumentare il proprio cash flow e sopravvivere. Come tanti altri micro imprenditori mi auspico che  questa situazione cambi presto e s’instauri una buona prassi simile a quella inglese, che ad oggi sembra un’utopia per il nostro paese.

Questa sarà una delle prime battaglie dell’associazione, ma temo sarà anche una delle più lunghe…
Conoscete politici, assessori o enti pubblici da contattare per avviare un dialogo?

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    By: Mirna Pacchetti

    Sono Mirna, una donna dalla doppia vita: di giorno sono consulente di marketing strategico per le start up e il rilancio delle aziende in difficoltà, ma la sera mi trasformo nella mamma di due piccole principesse. I due lavori più belli del mondo!
    In questi anni di “mammitudine” ho imparato a destraggiarmi tra pannolini e call di lavoro, ma soprattutto ho imparato a sopravvivere alle oppressioni di un sistema che penalizza le donne, soprattutto se sono mamme senza un contratto a tempo indeterminato.
    Burocrazia, INPS, Agenzie delle Entrate, IVA e le loro amiche tasse tentano da 6 anni di mettermi i bastoni tra le ruote e farmi desistere dal riuscire nei miei due intenti: essere la miglior mamma possibile e avere un lavoro che mi gratifichi anche dal punto di vista economico.
    Io e Mamma single siamo quelle che non hanno avuto la maternità, non hanno permessi retribuiti e non hanno orari oltre i quali far cadere la penna e tornare dalla propria famiglia. Essere mamma in queste condizioni è un vero salto ad ostacoli, ma sto imparando a saltare bene ed ho indossato le giuste scarpe… questa sfida la vinco io!
    Magari facendo cambiare qualche legge e facendone promulgare qualche altra! 😉

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