Viviamo in un paese nel quale i diritti delle mamme lavoratrici sono talmente tanti che le aziende da un po’ di anni attuano strategie preventive (e discutibili) per non dover sopportare l’onere di madri che restano a casa per oltre un anno dopo il parto, periodi di allattamento e chi più ne ha ne metta. Perchè ammettiamolo: sulla carta le mamme italiane assunte a tempo indeterminato hanno molti diritti, come in nessun altro stato.

Cosi le aziende (sbagliando) adottano misure drastiche, quali: assumere con contratti di collaborazione o a tempo determinato perenne, licenziare chi rimane incinta o addirittura non assumere donne in età fertile. Non so quale sia la vostra esperienza personale, ma dalla laurea a quando mi sono messa in proprio la domanda fissa ai colloqui era: “Lei è sposata? Vorrebbe avere figli?”
Sarà, ma tutte le volte che ho risposto: “Non ora, ma in futuro ne vorrò” non sono più stata richiamata…

Così il figlio l’ho fatto lavorando in proprio, senza menate (scusate il francesismo) o sensi di colpa (perché alla fine noi donne ci sentiamo pure in colpa se restiamo incinte!!) e anche se è davvero tosta penso che sia la scelta migliore che ho fatto. 

Sebbene sia ovvio che questi eccessi non portano da nessuna parte, sia per le aziende, che non hanno collaboratori continuativi e formati, sia per le madri lavoratrici, che tardano sempre più la prima gravidanza aspettando il posto fisso e con la paura di essere licenziate in caso di lieto evento; nessun cambiamento sembra prospettarsi all’orizzonte. Ma se notate bene, se fate caso alle sfumature, vi accorgerete che si comincia a parlare di flessibilità e di telelavoro, due paroline magiche che cambieranno la futura concezione di lavoro dipendente e non solo.

Voi cosa ne pensate? Vi piacerebbe telelavorare da casa?

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    By: Mirna Pacchetti

    Sono Mirna, una donna dalla doppia vita: di giorno sono consulente di marketing strategico per le start up e il rilancio delle aziende in difficoltà, ma la sera mi trasformo nella mamma di due piccole principesse. I due lavori più belli del mondo!
    In questi anni di “mammitudine” ho imparato a destraggiarmi tra pannolini e call di lavoro, ma soprattutto ho imparato a sopravvivere alle oppressioni di un sistema che penalizza le donne, soprattutto se sono mamme senza un contratto a tempo indeterminato.
    Burocrazia, INPS, Agenzie delle Entrate, IVA e le loro amiche tasse tentano da 6 anni di mettermi i bastoni tra le ruote e farmi desistere dal riuscire nei miei due intenti: essere la miglior mamma possibile e avere un lavoro che mi gratifichi anche dal punto di vista economico.
    Io e Mamma single siamo quelle che non hanno avuto la maternità, non hanno permessi retribuiti e non hanno orari oltre i quali far cadere la penna e tornare dalla propria famiglia. Essere mamma in queste condizioni è un vero salto ad ostacoli, ma sto imparando a saltare bene ed ho indossato le giuste scarpe… questa sfida la vinco io!
    Magari facendo cambiare qualche legge e facendone promulgare qualche altra! 😉

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