Il CHOCTONE è un gioco che ho inventato per il “Polpetta” da quando per la prima volta mi chiese tutto serio: “Perché il mio babbo ha il colore del cioccolato ed tu no, mamma?”

La cosa che mi sorprese, e non poco, fu proprio per l’uso della parola cioccolato!

Fin dall’inizio io e  il babbo di Polpetta abbiamo sempre scherzato sui nostri colori di pelle che era legato anche ai nostri gusti preferiti su questo dolce, e sul piccolo cioccolatino che ne sarebbe uscito.

Io italiana e lui capoverdiano abbiamo creato un mix di tratti unici anche per i normali canoni di un unione come la nostra.

Così con una bella risata dissi che in realtà sia il suo babbo che la sua mamma avevano il colore del cioccolato e che se avesse guardato con più attenzione si sarebbe accorto che perfino lui lo aveva.

La faccina perplessa in effetti mi convinse che forse non ero stata molto chiara! Dovevo trovare un esempio un po’ più convincente della mia teoria.

Così tirai fuori dal mio bel frigo tre bellissime barrette al cioccolato e le posizionai davanti al San Tommaso che mi fissava.

 

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“Questo sono tre barrette di cioccolato. Il cioccolato Fondente ha lo stesso colore del babbo, il cioccolato al latte ha lo stesso colore di Polpetta e il cioccolato bianco ha lo stesso colore della mamma. Guardandoli bene sono tre cioccolati con colori diversi.. ma sono tutti della stessa famiglia”.

 

Dopo un attimo di ragionamento il sorriso soddisfatto che rubava un pezzo di cioccolato al latte mi fece assolutamente credere che il gioco del Chocotone mi aveva aiutata nella spiegazione e che al “Polpetta” era piaciuta.

Per aggiungere al mio gioco un tocco di “familiarità” in più gli raccontai che il cioccolato preferito della mamma era il cioccolato fondente e quello del babbo era il cioccolato bianco. A quel punto due braccine mi stritolarono forte e lasciandomi divertito si voltò sgambettando felice a “biciclettare”!!! 

Ancora oggi l’argomento intolleranza alla diversità  nella nostra casa è molto sentito, forse dovuto anche ad alcuni episodi avvenuti nel confronto quotidiano con la nostra società, e non è semplice spiegarlo ai bambini, di qualsiasi diversità stiamo parlando. Quello che questa piccolo gioco mi ha insegnato è che con esempi positivi posso insegnare l’amore e il rispetto per la diversità e aiutare così magari a darla per scontata.

N.B. 

BICICLETTARE: verbo fantasioso, 1^ coniugazione, creato dalla Zia del “Polpetta” (cioè my little sister) alla bellissima età di 5 anni per usare meno parole possibili nel dire ” scendo in cortile per andare in bicicletta!”. Ovviamente lo ha subito insegnato al suo nipotino preferito: eh che fortuna che ho, non trovate!!

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    By: Marzia Di Meo

    Mi chiamo Marzia e sono una mamma monoparentale e single. Da quattro anni sono libera professionista e nella vita coreografo mio figlio “Polpetta”, un cane di 30 kg e un insana propensione per viaggi e spostamenti.
    Di origine Piemontese, ho vissuto qua e la nel mondo: ultimamente accoccolata nel cuore verde della Romagna.
    Faccio finta di parlare quattro lingue e ho le valigie (reali e virtuali) sempre pronte per nuove avventure in cerca di un bel equilibrio socio-economico, grazie anche alla continua ricerca della felicità!
    Mi piace ridere e da grande, dopo aver fatto per tanti anni la ballerina, vorrei diventare un’attrice comica e una rugbysta ovviamente nello stesso preciso momento! Ho un sacco di passioni strane e sono purtroppo affetta da multitasking ossessivo compulsivo: negata per la cucina, il giardinaggio, il fai da te e nel rendermi presentabile con “trucco e parrucco”, cerco la mia posizione strategica nelle quattro mura di casa.
    Per ora sono riuscita a mettere la carta igienica nel nostro super porta-rotolo e l’evento è stato festeggiato per settimane nella cittadina! In amore aspetto la conoscenza di vita su altre galassie perché è chiaro che non capisco il marziano e probabilmente parlo venusiano troppo veloce.
    Appassionata di internet e web e con una sana curiosità per la vita umana, ho basato il mio lavoro sull’assistenza virtuale e sulla possibilità di lavorare online e dal mio ufficio in casa.

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