Sembra facile, invece è molto complesso, articolato e (per alcuni) demotivante. Fare lo startupper è un’attività ad alto tasso di sconfitta, ma esiste un metodo per ridurre al minimo questo rischio.

Nel 2014 in Italia sono nate circa 271.000 nuove imprese (dal barista all’azienda che ha ideato in collare che salva dall’ictus).
Il Cerved dice che e-commerce e startup saranno i due capisaldi della ripresa economica italiana, quindi se vi hanno licenziate dopo che avete avuto un figlio, se faticate da anni a trovare un lavoro che possa definirsi tale, forse potreste mettervi in proprio.
Con questo post (realizzato prendendo spunto dal Dibattito “Fare start up in Lombardia si può”, tenutosi durante la tappa varesina di Panorama D’Italia) vorremmo darvi qualche dritta per avere maggiori possibilità di creare un’azienda di successo.
Intendiamoci, nessun metodo è certo, ma se consideriamo che solo un decimo (volendo essere positivi) delle nuove imprese supera i due anni di vita, capite come qualsiasi dritta possa valere oro.

Una persona che stimo e che ha creato diverse startup, qualche giorno fa mi ha detto: l’unico modo per sapere se un metodo funziona è applicarlo senza pregiudizi.
Ecco quindi un po’ di consigli per voi, potrebbero diventare il vostro metodo, ma anche se ciò non accadrà, saranno comunque ottimi spunti di riflessione, raccolti dalle testimonianze di business angels, incubatori e aziende del calibro di IBM.

1. Fatevi delle domande
– Cosa so fare?
– Cosa c’è già sul mercato?
– Quale spazio c’è per innovare o fare qualcosa di diverso?
Trovate la vostra nicchia, quella cosa che fate solo voi, che fate in modo diverso o meglio rispetto ad altri.
Molto spesso l’idea giusta non è creare qualcosa di nuovo, ma mettere in relazione cose che non erano mai state associate per ottenere un risultato più performante.
“It’s about connecting the dots” avrebbe detto Steve Jobs.

2. Scrivete
Buttate su carta tutto quanto vi viene in mente, se non funziona su carta non funzionerà nella realtà.
Ed è meglio sbagliare sulla carta che nella vita con soldi veri.

3. Puntate sul Team prima che sul capitale
Costruite da subito un team di valore e composto da persone con competenze diverse e che si completano a vicenda.
Rodate il team prima di avviare la startup, se non funziona ai primi piccoli problemi, non reggerà alla pressione aziendale.

4. Tenete a mente le tre C
Capitale, clienti e connessioni.
Se l’idea funziona sulla carta e il team è valido e affiatato, avete bisogno di capitale, ma anche di sfruttare le vostre connessioni per generare costantemente nuovi clienti, senza quelli la vostra startup imploderà.

5. Offrite qualcosa alle aziende
L’Italia è il quinto paese manifatturiero al mondo, puntate sul B2B, avrete maggiori possibilità di successo.

6. Fallimento = errore che non verrà più commesso
In Italia il fallimento è uno stigma negativo, se vi capita di fallire, vedetelo come una grande lezione imparata. Non mollate!

7. Siete in grado di fare profitto?
Per scoprirlo basta porsi una domanda: e se finissero i soldi prima d’incassare qualcosa cosa farei?
Non vi darò alcuna soluzione, ma se entrate in panico al solo pensiero, allora avete un grosso problema, perché significa che non sapete come fare profitto.
Dovete lavorare su questo prima di procedere.

8. Guardate al mondo
Non limitatevi, il limite del vostro progetto può essere solo il mondo.
Non focalizzatevi sull’Italia, ma neanche sul finto eldorado rappresentato dall’America.
Valutate con attenzione la vostra idea, studiate il mercato mondiale e poi decidete dove il seme di questo progetto potrebbe attecchire meglio.
Non disdegnate nessuna nazione, nessuna regione, nessuna città né quartiere, non ponete limiti alla vostra startup ancora prima che questa sia nata.

9. Seguite la vostra passione
Riuscirete nel vostro intento solo se farete ciò che vi piace fare.
La passione è l’unico vero propulsore che fa superare le difficoltà.

10. Non demordete di fronte ai no
Riceverete tante porte in faccia. Fatevene una ragione.
Potrebbero passare anche 2 anni, poi tutto comincerà improvvisamente ad avere un senso e ad andare nel verso giusto.
Ogni no che vi arriva e un passo in meno da compiere verso il primo di molti si.

Buona fortuna a chiunque intraprenderà una nuova avventura, speriamo riusciate a fare tesoro dei consigli che vi abbiamo dato.

  • author's avatar

    By: Mirna Pacchetti

    Sono Mirna, una donna dalla doppia vita: di giorno sono consulente di marketing strategico per le start up e il rilancio delle aziende in difficoltà, ma la sera mi trasformo nella mamma di due piccole principesse. I due lavori più belli del mondo!
    In questi anni di “mammitudine” ho imparato a destraggiarmi tra pannolini e call di lavoro, ma soprattutto ho imparato a sopravvivere alle oppressioni di un sistema che penalizza le donne, soprattutto se sono mamme senza un contratto a tempo indeterminato.
    Burocrazia, INPS, Agenzie delle Entrate, IVA e le loro amiche tasse tentano da 6 anni di mettermi i bastoni tra le ruote e farmi desistere dal riuscire nei miei due intenti: essere la miglior mamma possibile e avere un lavoro che mi gratifichi anche dal punto di vista economico.
    Io e Mamma single siamo quelle che non hanno avuto la maternità, non hanno permessi retribuiti e non hanno orari oltre i quali far cadere la penna e tornare dalla propria famiglia. Essere mamma in queste condizioni è un vero salto ad ostacoli, ma sto imparando a saltare bene ed ho indossato le giuste scarpe… questa sfida la vinco io!
    Magari facendo cambiare qualche legge e facendone promulgare qualche altra! 😉

  • author's avatar

    Visit the author’s website

  • author's avatar

    Le 8 verità che nessuno ti dice sul mondo del lavoro
    Inseguire i propri sogni. Intervista a Laura Lamberti
    Viaggi low cost? Si può fare!
    Regali di Natale: dritta per le ritardatarie
    Beta tester cercasi, formazione gratuita in cambio!

    See all this author’s posts