Ogni neo-mamma lo sa: chiunque ti veda si sente in diritto di darti consigli su come allevare tuo figlio, quanto vestirlo, come allattarlo, in che posizione farlo dormire, se mandarlo all’asilo nido o meno e su qualsiasi altro argomento che abbia una qualsiasi (anche vaga) relazione con il bambino che stringi tra le braccia.
I nonni in questo la fanno da padroni, in quanto non solo ti danno un consiglio, ma continuano a ribadirlo all’infinito fino a quando non fai come dicono loro e se non ti attivi arrivano anche a farlo loro per te.

Come ogni mamma, dopo meno di un mese dalla nascita di mia figlia e nove mesi di gravidanza, ritengo di aver già fatto il pieno di consigli, la maggior parte dei quali sono contraddittori tra di loro. Alla fine ho optato per seguirne solo uno, quello che una puericultrice mi ha dato durante il mio ultimo giorno di degenza: l’unico modo giusto di allevare un figlio è fare come vi pare, ascoltando i consigli che vi vengono dati, ma scegliendo poi di testa vostra.
Trovo che questo consiglio sia estremamente valido per due motivi: innanzitutto perchè nessuno conosce meglio un bambino dei suoi genitori, che lo accudiscono 24 ore su 24, in secondo luogo perchè l’allevamento e l’educazione di un figlio devono andare di pari passo con la personalità, il carattere e le convinzioni dei suoi genitori.

Personalmente sono piuttosto irritata da tutti i consigli che mi arrivano, soprattutto perchè c’è un’estrema contraddizione tra un consiglio e l’altro e perchè a volte sono totalmente superflui ed arrivano da persone che non hanno nulla a che fare con l’educazione di tuo figlio (l’amica dei nonni, la portinaia, una tizia che incontri in fila in posta) tutti che si ergono ad educatori migliori di te e che ti guardano con sufficienza se non segui alla lettera i loro consigli.

Siamo talmente stufi di consigli inutili e contraddittori che alla fine abbiamo deciso di dare retta solo al nostro istinto e al pediatra, se poi vogliamo informazioni su un determinato argomento esiste sempre internet – che verrà poi avvallato dal medico e che, soprattutto, forniscee consigli neutri e solo su richiesta. E quanto detto dal resto del mondo è solo un fastidioso rumore…

Voi come avete gestito questa massa di consigli inutili?

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    By: Mirna Pacchetti

    Sono Mirna, una donna dalla doppia vita: di giorno sono consulente di marketing strategico per le start up e il rilancio delle aziende in difficoltà, ma la sera mi trasformo nella mamma di due piccole principesse. I due lavori più belli del mondo!
    In questi anni di “mammitudine” ho imparato a destraggiarmi tra pannolini e call di lavoro, ma soprattutto ho imparato a sopravvivere alle oppressioni di un sistema che penalizza le donne, soprattutto se sono mamme senza un contratto a tempo indeterminato.
    Burocrazia, INPS, Agenzie delle Entrate, IVA e le loro amiche tasse tentano da 6 anni di mettermi i bastoni tra le ruote e farmi desistere dal riuscire nei miei due intenti: essere la miglior mamma possibile e avere un lavoro che mi gratifichi anche dal punto di vista economico.
    Io e Mamma single siamo quelle che non hanno avuto la maternità, non hanno permessi retribuiti e non hanno orari oltre i quali far cadere la penna e tornare dalla propria famiglia. Essere mamma in queste condizioni è un vero salto ad ostacoli, ma sto imparando a saltare bene ed ho indossato le giuste scarpe… questa sfida la vinco io!
    Magari facendo cambiare qualche legge e facendone promulgare qualche altra! 😉

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