Le convinzioni personali, date da esperienze pregresse, possono limitare la nostra vita nelle scelte e nelle azioni. 

A volte ci fanno credere perfino di essere inadeguate: ma perchè ragioni sempre allo stesso modo? L’esperienza non serve a cambiare?

C’è stato un periodo molto lungo della mia vita in cui mi sono chiesta perché ragionassi o reagissi proprio in quel modo in determinate situazioni(spesso ripetitive ed uguali), notando di ripetere gli stessi errori.

Andando avanti in questo anno mi sono accorta che spesso alcuni ragionamenti che facevo avevano il “sapore della cilecca” proprio mentre li vivevo e così dopo l’ennesimo scivolone, ho iniziato a cercare se effettivamente  avesse un nome, una spiegazione questo tipo di comportamento ripetitivo dettato da una base di idee probabilmente sbagliate in partenza. 

Ho trovato alcuni articoli e libri che parlano delle convinzioni disfunzionali o idee disfunzionali di Albert Ellis. Dette così sembrano qualcosa che si può “aggiustare”, come se la chimica del cervello non lavorasse bene e “andasse in acido” associata alle emozioni. Approfondisco:

” le nostre convinzioni sono disfunzionali quando, la loro attivazione avviene in modo rigido, provocano pensieri automatici negativi, distorcono la realtà creando sofferenza. Il pensiero distorto può creare circoli viziosi che mantengono la sofferenza nel tempo…” Marta Quantini

Se mi fermo per un attimo a riflettere quali sono le cose che hanno accomunato i diversi ambiti della mia vita, trovo in tutte alcuni particolari ragionamenti o situazioni che li accomunano, come li ritrovo  nelle mie azioni pre e post situazione.

Massimo Cavezzali

 

Vi faccio un esempio personale sulla questione “amore” ( che come ben sapete da single ha un’importante peso esistenziale ;-).

Ho avuto spesso la convinzione di dover amare l’altro al 100% e votarmi al dare l’esempio di come bisognava amare (secondo appunto ad una mia “personale” convinzione) o di inabissarmi nella vita dell’altro come se fosse la mia, annullando di fato la mia. Tutto questo senza nemmeno fermarmi a dire: ma io come mi sento di fianco a questa persona? Sono felice? Sto bene? Mi piace stare con lui? Ma tutti i tuoi hobby e piaceri non li fai più adesso?

O ancora il fatto di finire sempre, quando raccolgo i cocci del fallimento, a parlare al plurale o addirittura alla seconda persona singolare della storia vissuta , quasi a non sentirmi meno sola o totalmente responsabile di ciò che è successo, condividendo con tutti i miei amici questo fardello (tuo – appunto, non mio!). Sembra quasi sia una spettatore di prima fila!

Poi un giorno mi sono fermata, ma sul serio questa volta! Mi sono detta: “basta accontentarMi e poi fare la crocerossina, la santa, la martire. Mi prendo la responsabilità di aver scelto ognuna di quelle persone per confermare delle convinzioni su me stessa (e sulla vita e il mondo), convinzioni che è ora di cambiare!”

Capire quali sono le miei convinzioni sui diversi tema che la vita ti propone non è semplice ed è un lavoro personale che non termina mai. Chiedendo anche aiuto se serve.

Personalmente, partendo da domande semplice rivolte a me stessa, cerco di trovare la mia giusta direzione: ” Mi piace? Sto bene?”. Il resto viene a piccoli passi.

A volte credo che le donne della mia generazione , la “generazione X”, non sappiano rivolgere a se stesse le domande giuste, riflettere senza paura o vergogna di cosa ci piace, ci entusiasma o addirittura amiamo. Forse è il momento di cominciare a fare ciò che ci piace e creare il nostro futuro senza cadere nelle solite “convinzioni” come appena scoperto disfunzionali. 

Questa curiosità mi ha seguito per molto tempo, e ho voluto condividere con voi questa esperienza personale proprio per farvi riflettere, ricordandovi comunque che qualsiasi problema abbiate potete rivolgervi a persone “specializzate” come psicologi e terapeuti di gruppo, che possono darvi un grande aiuto.

N.B. Ho dovuto riscrivere la frase sopra che trovi in grassetto, perché l’avevo scritta tutta al TU, scrivendo di getto! Le convinzioni son difficili da sradicare ma non impossibili! 😉

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    By: Marzia Di Meo

    Mi chiamo Marzia e sono una mamma monoparentale e single. Da quattro anni sono libera professionista e nella vita coreografo mio figlio “Polpetta”, un cane di 30 kg e un insana propensione per viaggi e spostamenti.
    Di origine Piemontese, ho vissuto qua e la nel mondo: ultimamente accoccolata nel cuore verde della Romagna.
    Faccio finta di parlare quattro lingue e ho le valigie (reali e virtuali) sempre pronte per nuove avventure in cerca di un bel equilibrio socio-economico, grazie anche alla continua ricerca della felicità!
    Mi piace ridere e da grande, dopo aver fatto per tanti anni la ballerina, vorrei diventare un’attrice comica e una rugbysta ovviamente nello stesso preciso momento! Ho un sacco di passioni strane e sono purtroppo affetta da multitasking ossessivo compulsivo: negata per la cucina, il giardinaggio, il fai da te e nel rendermi presentabile con “trucco e parrucco”, cerco la mia posizione strategica nelle quattro mura di casa.
    Per ora sono riuscita a mettere la carta igienica nel nostro super porta-rotolo e l’evento è stato festeggiato per settimane nella cittadina! In amore aspetto la conoscenza di vita su altre galassie perché è chiaro che non capisco il marziano e probabilmente parlo venusiano troppo veloce.
    Appassionata di internet e web e con una sana curiosità per la vita umana, ho basato il mio lavoro sull’assistenza virtuale e sulla possibilità di lavorare online e dal mio ufficio in casa.

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