Qualche giorno fa vi ho parlato di Gianni Forestiero: un imprenditore, un amico e un ottimo motivatore. Nell’intervista vi ha raccontato la filosofia della sua azienda e come ha impostato il lavoro di squadra, oggi capiamo assieme come è riuscito a creare un team vincente.

Ciao Gianni, oggi inizio con una domanda un può pungente: l’altra volta hai ‘filosofeggiato’ un po’, ma lo sappiamo tutti: non si vive di sola filosofia. Ci racconti quali incentivi offri ai tuoi collaboratori?

Li pongo in una posizione sempre superiore alle loro aspettative e do loro sempre più di quanto si aspettano di ricevere, non intendo solo economicamente, ma anche spiritualmente, emotivamente. Facendo in questo modo, li pongo in una condizione per cui tendono naturalmente ad eccellere e quando inciampano a rialzarsi.
Per di più offro loro, costantemente, la miglior formazione in ogni ruolo. Noi siamo dipendenti della formazione tenuta dai numeri 1, che poi è la cosa che ci ha fatto incontrare te Mirna.
Gli ho trasmesso la volontà di alimentare continuamente la propria mente, perché solo arricchendo la mente e il cuore si possono riempire le tasche.
Inoltre, io parlo spesso con tutti, ascolto attivamente le loro esigenze, richieste, idee, li formo da praticante attivo di ciò che trasmetto, do continui riconoscimenti pubblici a chi è meritevole.
Celebriamo ogni loro risultato raggiunto, come è giusto che sia.
Mostro sempre loro i miei progetti ambiziosi e tutti i gradini che stiamo salendo e i traguardi ancora più alti che insieme possiamo raggiungere.
Questo fa si che mi affianchino con grande energia ed entusiasmo, consapevoli di crescere costantemente. Sono esigente e preciso, è vero, sono un perfezionista, ma questo mi aiuta ad ottenere da tutti sempre la voglia di dare il massimo, di pensare e sognare in GRANDE!

Come gestisci le difficoltà?

Prima di rispondere devo confessare che a me piacciono le difficoltà. Le difficoltà sono vita, non averne vorrebbe dire “non vita” e quindi morte. Per questo adoro le difficoltà, soprattutto risolverle, perché è vita.
Come le gestisco?
L’esperienza mi ha insegnato a mantenere la calma, la lucidità avendo gran rispetto di esse. Mi ha insegnato che anche quando ne ho avuto di gravi, poi, dopo qualche tempo ci abbiamo riso su e quindi la mattina mi alzo con questa consapevolezza…aspettandole per risolverle.
D’altronde è proprio questa abilità che fa della propria vita una vita di successi o insuccessi. Quanto più bravi si è a risolvere difficoltà più risultati si conquistano nelle proprie imprese di vita e aziendali. È la vita ed è straordinario così.
Le difficoltà sono belle sfide ed è affrontandole cosi che riesco ad aumentare la mia resilienza. Questo lo trasmetto anche al mio team, in quanto le difficoltà non sono altro che cambiamenti, opportunità di dimostrare il proprio valore.
Resistere, emergere in quei momenti, significa avere talento, stoffa ed essere pronti ad affrontare, ma soprattutto a dominare la vita. Le difficoltà per un imprenditore sono un ulteriore elemento da gestire e mettere in conto nel proprio percorso professionale, soprattutto per chi non si ferma mai e ambisce a livelli sempre più alti.
Domino le difficoltà da sempre, il mio percorso di vita e professionale mi ha insegnato a farlo e le tratto come un’occasione in più, per aumentare la consapevolezza che nulla mai viene regalato e che il successo va costruito e guadagnato nonostante le difficoltà.

Che consiglio ti senti di dare alle BusinessMum che hanno la responsabilità di gestire un gruppo di persone?

Da padre e marito di una super #BusinessMum, voglio dapprima testimoniare con tutta l’anima il mio apprezzamento e farvi vivi complimenti per ciò che fate con l’unicità della forza che vi contraddistingue. Siete speciali.

Il primo suggerimento che mi sento di dare è quello di impegnarsi a trasformare il proprio gruppo in una squadra. Quindi da un gruppo di persone ad un solo corpo. È una bella sfida ma possibile.
Da dove prendere la forza per continuare? Dal tempo che consiglio di dedicare alla propria famiglia, perché il tempo trascorso con le persone che ami è più importante di qualunque altra cosa. Lì dovete attingere energie per raggiungere i vostri obiettivi professionali. Queste energie derivante dall’amore familiare vanno trasformate in relazioni di qualità con il vostro team. Questa qualità (se etica) si trasformerà in performance di fatturato significative, quindi soldi. Soldi da utilizzare innanzitutto per comprare tempo (la vera ricchezza), tempo da dedicare ai vostri cari.
Professionalmente suggerisco di conciliare, ascoltare sempre, “sfruttare” le abilità e le peculiarità del singolo, per il raggiungimento degli obiettivi comuni aziendali. Inoltre,  lavorare per costruire la fiducia tra colleghi, il sincero interesse verso l’altro, l’affidabilità, la convinzione di farcela per mantenere accesi la grinta e il focus.
Siate sempre un esempio da seguire, siate ciò che volete dagli altri.
Sviluppate o potenziate la vostra leadership, per ispirare, affascinare, entusiasmare, coinvolgere e farsi amare.
Date e riceverete!

Grazie per gli ottimi consigli Gianni!

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    By: Mirna Pacchetti

    Sono Mirna, una donna dalla doppia vita: di giorno sono consulente di marketing strategico per le start up e il rilancio delle aziende in difficoltà, ma la sera mi trasformo nella mamma di due piccole principesse. I due lavori più belli del mondo!
    In questi anni di “mammitudine” ho imparato a destraggiarmi tra pannolini e call di lavoro, ma soprattutto ho imparato a sopravvivere alle oppressioni di un sistema che penalizza le donne, soprattutto se sono mamme senza un contratto a tempo indeterminato.
    Burocrazia, INPS, Agenzie delle Entrate, IVA e le loro amiche tasse tentano da 6 anni di mettermi i bastoni tra le ruote e farmi desistere dal riuscire nei miei due intenti: essere la miglior mamma possibile e avere un lavoro che mi gratifichi anche dal punto di vista economico.
    Io e Mamma single siamo quelle che non hanno avuto la maternità, non hanno permessi retribuiti e non hanno orari oltre i quali far cadere la penna e tornare dalla propria famiglia. Essere mamma in queste condizioni è un vero salto ad ostacoli, ma sto imparando a saltare bene ed ho indossato le giuste scarpe… questa sfida la vinco io!
    Magari facendo cambiare qualche legge e facendone promulgare qualche altra! 😉

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