L’Istat comunica che il tasso di disoccupazione scende al 10,9%, ma il 50,9% delle donne è disoccupato, sebbene la situazione sia migliorata rispetto agli ultimi anni. La disoccupazione resta uno dei grandi problemi del Belpaese.

 

Occupazione in Italia: un po’ di dati

Secondo i dati Istat nel secondo trimestre del 2017 gli occupati sono cresciuti di 78 mila unità (+0,3%) rispetto al primo trimestre, grazie all’ulteriore aumento dei dipendenti (+149 mila, +0,9%), in oltre otto casi su dieci a termine (+123 mila, +4,8%). Rispetto al secondo trimestre del 2016, si stima una crescita di 153 mila occupati (+0,7%), che riguarda soltanto i dipendenti (+356 mila, +2,1%), oltre tre quarti dei quali a termine (+278 mila, +11,2%).

 

Occupazione femminile: è record, ma siamo i penultimi in Europa

Nel secondo trimestre del 2017, il tasso di occupazione delle donne sale al 49,1% sulla base dei dati grezzi Istat (+0,6 punti in un anno), in crescita per il quarto trimestre consecutivo: segna così il livello più alto registrato nelle serie storiche iniziate nel 1977.

Nonostante il recupero, però, la situazione occupazionale delle donne nel nostro Paese è tra le peggiori dell’Ue. L’Italia è penultima tra i paesi Ue28, con un divario di 13,2 punti rispetto alla media, prima soltanto della Grecia: le donne inoccupate, disoccupate e neet sono il 50,9%.

 

Recuperato un milione di posti di lavoro

Oltre ai dati Istat abbiamo cercato anche altre fonti, per darvi un quadro il più possibile chiaro ed esaustivo: il capoeconomista di Confindustria Luca Paolazzi ha annunciato nei giorni scorsi che è stato recuperato un milione di posti di lavoro, ma le persone disoccupate sono ancora 7,7 milioni (in larga parte giovani e donne).

Il rapporto di Confindustria ‘Le sfide della politica economica’ lancia un messaggio positivo, ma la situazione è ancora complessa da sanare.

 

Disoccupazione giovanile e fuga di cervelli

“L’inadeguato livello dell’occupazione giovanile sta producendo gravi conseguenze permanenti sulla società e sull’economia dell’Italia, sotto forma di depauperamento del capitale sociale e del capitale umano”: per gli economisti di Confindustria è “una emergenza” che alimenta la fuga dei cervelli.

La fuga dei giovani under 40 che faticano a trovare un’occupazione, produce una perdita di capitale umano stimata in 1 punto di Pil l’anno. E’ la stima del Centro Studi di Confindustria che spiega come nel “solo 2015, con un picco di oltre 51mila emigrati – dai 21mila del 2008 – la perdita si aggira sugli 8,4 miliardi”.

A questo si aggiunge la perdita associata alla spesa sostenuta dallo Stato per la formazione di giovani che hanno lasciato il Paese, pari a 5,6 miliardi. Se aggreghiamo i dati dalla scuola primaria all’università il totale arriva a 14 miliardi di euro.

Che dire… c’è ancora tanto da fare… vero BusinessMum?

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    By: Mirna Pacchetti

    Sono Mirna, una donna dalla doppia vita: di giorno sono consulente di marketing strategico per le start up e il rilancio delle aziende in difficoltà, ma la sera mi trasformo nella mamma di due piccole principesse. I due lavori più belli del mondo!
    In questi anni di “mammitudine” ho imparato a destraggiarmi tra pannolini e call di lavoro, ma soprattutto ho imparato a sopravvivere alle oppressioni di un sistema che penalizza le donne, soprattutto se sono mamme senza un contratto a tempo indeterminato.
    Burocrazia, INPS, Agenzie delle Entrate, IVA e le loro amiche tasse tentano da 6 anni di mettermi i bastoni tra le ruote e farmi desistere dal riuscire nei miei due intenti: essere la miglior mamma possibile e avere un lavoro che mi gratifichi anche dal punto di vista economico.
    Io e Mamma single siamo quelle che non hanno avuto la maternità, non hanno permessi retribuiti e non hanno orari oltre i quali far cadere la penna e tornare dalla propria famiglia. Essere mamma in queste condizioni è un vero salto ad ostacoli, ma sto imparando a saltare bene ed ho indossato le giuste scarpe… questa sfida la vinco io!
    Magari facendo cambiare qualche legge e facendone promulgare qualche altra! 😉

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