Come ogni decisione legata alla gravidanza e al parto, anche la scelta dell’ospedale nel quale partorire è sempre molto personale. Dipende da ciò che ci raccontano, dalle esperienze vissute da noi e dai nostri cari e da cosa cerchiamo in un ospedale.

Io ho optato per il Macedonio Melloni, una struttura piuttosto datata ed in via di ammodernamento, ma altamente qualificata e professionale. Le motivazioni che mi hanno portata a propendere per questa struttura sono:
– ha un’ottima nomea;
– hanno la vasca per fare travaglio e parto in acqua;
– mi è stato segnalato come un ospedale dove il personale è non solo professionale, ma anche estremamente cortese e umano;
– gestisce qualsiasi tipo di urgenza legata a problemi sia della madre sia del bambino (interventi d’urgenza, terapia intensiva… non bisogna mai pensarci, però sempre meglio prepararsi ad ogni evenienza).

Con il senno di poi ritengo di aver fatto la miglior scelta PER ME (ci tengo a sottolinearlo, perchè è un aspetto molto importante) sin dal corso pre-parto e le visite di routine mi ha colpita l’estrema cortesia del personale e la loro attenzione al benessere di madre e bambino. Pensate che, avendo avuto complicazioni post-parto, ho dovuto subire un intervento d’urgenza con trasfusione e sia l’ostetrica che mi ha fatto partorire, sia quella che mi ha accolta arrivata in ppuerperio si sono  costantemente interessate alla mia salute, anche nei giorni successivi di degenza in tutt’altro reparto; hanno addirittura chiamato da casa (fuori dal loro orario di lavoro) per sapere com’era andato l’intervento e mi sono venute a trovare nei giorni dopo.
Ho inoltre riscontrato un’alta professionalità di chirughi, ginecologi e anestesisti – se dovessi avere un altro figlio tornerei sicuramente.

L’unica pecca: la struttura e gli arredi sono vecchi e in alcune parti hanno un aspetto un po’ fatiscente. Ci vorrebbe una bella donazione… conoscete qualcuno che voglia far tornare l’ospedale ai suoi passati spendori architettonici?

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    By: Mirna Pacchetti

    Sono Mirna, una donna dalla doppia vita: di giorno sono consulente di marketing strategico per le start up e il rilancio delle aziende in difficoltà, ma la sera mi trasformo nella mamma di due piccole principesse. I due lavori più belli del mondo!
    In questi anni di “mammitudine” ho imparato a destraggiarmi tra pannolini e call di lavoro, ma soprattutto ho imparato a sopravvivere alle oppressioni di un sistema che penalizza le donne, soprattutto se sono mamme senza un contratto a tempo indeterminato.
    Burocrazia, INPS, Agenzie delle Entrate, IVA e le loro amiche tasse tentano da 6 anni di mettermi i bastoni tra le ruote e farmi desistere dal riuscire nei miei due intenti: essere la miglior mamma possibile e avere un lavoro che mi gratifichi anche dal punto di vista economico.
    Io e Mamma single siamo quelle che non hanno avuto la maternità, non hanno permessi retribuiti e non hanno orari oltre i quali far cadere la penna e tornare dalla propria famiglia. Essere mamma in queste condizioni è un vero salto ad ostacoli, ma sto imparando a saltare bene ed ho indossato le giuste scarpe… questa sfida la vinco io!
    Magari facendo cambiare qualche legge e facendone promulgare qualche altra! 😉

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