Per anni ho adorato fare viaggi di lavoro. Ora non più, perché quando parto mi devo staccare dalla mia famiglia, ma poi…

Corso KPI Centric MarketingSuccede che una persona che stimi e che abita e lavora a 800 chilometri da Milano ti chiami e ti dica che vuole che tu tenga un corso a Pompei, presso il suo Business Center. Succede che accetti contenta di fare il lavoro che ami in un posto che non hai mai visto.

Poi chiudi la conversazione e ti rendi conto che passerai un weekend lontana dalla tua famiglia. 48 ore senza la tua routine quotidiana, senza gli abbracci, le urla, i rimproveri, i sorrisi… E ti viene voglia di disdire.

Essere genitore infondo è così. Quando la famiglia si allarga una nuova parte di te prende vita e se ti allontani… Ti allontani da un pezzo di ciò che sei. Può sembrare sdolcinato e melodrammatico, sinceramente io stessa non pensavo di essere così, ma quando non si è più in due tutto assume un’altra dimensione.

Ma torniamo al mio viaggio a Pompei, che ovviamente non ho disdetto.

Il mio rammarico per la partenza è durato fino al decollo dell’aereo. Io adoro volare e ciò che ad altri fa paura per me è magico: decollare e atterrare mi danno sempre un brivido piacevole e quando l’aereo ha iniziato ad accelerare ho pensato “Che figata!” E subito dopo “Peccato che la mia famiglia non sia qui con me.
Perché, infondo, le belle esperienze le vorresti condividere tutte con loro.

Ho passato il volo a leggere e chiacchierare con il mio vicino di posto ed è stato quando ero quasi arrivata che ho realizzato perché mi piace così tanto viaggiare: perché vivi esperienze diverse, parli con persone con le quali non avresti mai parlato e visiti posti che ti lasciano qualcosa dentro. Da ogni viaggio torno a casa più ricca e questo mi fa stare bene.

Se dovessi fermarmi alla malinconia pre-partenza, probabilmente non viaggerei più per lavoro, ma rinuncerei ad un pezzo di me stessa e all’opportunità di continuare a crescere e imparare.

IMG_6903 Ovviamente il viaggio a Pompei ha superato le aspettative, perché è stata una bella esperienza in tutti i sensi, anche quello umano. Ho avuto la fortuna di conoscere diversi imprenditori, entusiasti e fieri del proprio lavoro e di ciò che sanno creare, progettare e inventare. Li ho trovati innovativi, collaborativi e curiosi. Molto più interessati rispetto a tanti imprenditori del nord, che spesso sono sfiduciati e annoiati.

Alla partenza diversi amici napoletani mi avevano parlato di degrado e delinquenza, quasi dovessi girare con la scorta, invece ho visto tanta voglia di fare, molta serietà professionale e panorami fantastici. Praticamente mi sembrava di essere dentro al film “Benvenuti al sud”!

Lavorare in viaggioL’altro aspetto positivo è che ho avuto tempo per me stessa: per leggere, camminare e pensare. Sono tornata dalla mia famiglia più serena e, nonostante sia andata a Pompei per tenere un corso, ho imparato tanto.

Viaggiate mamme, anche se a casa restano gli affetti più veri, ciò che vi riportate da ogni viaggio va anche a beneficio dei vostri figli!

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    By: Mirna Pacchetti

    Sono Mirna, una donna dalla doppia vita: di giorno sono consulente di marketing strategico per le start up e il rilancio delle aziende in difficoltà, ma la sera mi trasformo nella mamma di due piccole principesse. I due lavori più belli del mondo!
    In questi anni di “mammitudine” ho imparato a destraggiarmi tra pannolini e call di lavoro, ma soprattutto ho imparato a sopravvivere alle oppressioni di un sistema che penalizza le donne, soprattutto se sono mamme senza un contratto a tempo indeterminato.
    Burocrazia, INPS, Agenzie delle Entrate, IVA e le loro amiche tasse tentano da 6 anni di mettermi i bastoni tra le ruote e farmi desistere dal riuscire nei miei due intenti: essere la miglior mamma possibile e avere un lavoro che mi gratifichi anche dal punto di vista economico.
    Io e Mamma single siamo quelle che non hanno avuto la maternità, non hanno permessi retribuiti e non hanno orari oltre i quali far cadere la penna e tornare dalla propria famiglia. Essere mamma in queste condizioni è un vero salto ad ostacoli, ma sto imparando a saltare bene ed ho indossato le giuste scarpe… questa sfida la vinco io!
    Magari facendo cambiare qualche legge e facendone promulgare qualche altra! 😉

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