Questa mattina le mie bimbe si sono svegliate presto, quindi prima di alzarci e iniziare la giornata siamo stati assieme nel lettone per un po’.

La famiglia Barbapapà è composta da membri di tutti i colori: un vero inno all'uguaglianza!

Appoggiata sul comò c’era una scatola con la quale le mie cucciole giocano in questi giorni, realizzata da un noto marchio di abbigliamento che ha fatto suo il concetto di rispetto razziale.
Sul coperchio sono raffigurati molti volti di uomini e donne, alcuni dei quali si ripetono, così cucciola senior ha cominciato a fare un gioco: trovare i volti uguali. Ad un certo punto mi sono resa conto che faticava a trovare la seconda immagine da abbinare a quella di una donna di colore dai capelli lunghi, confondendola con una cinese prima e con una donna bianca poi. Ammetto che, a parte il colore della pelle, queste donne avevano i capelli lunghi e mori, gli occhi scuri, la medesima forma del viso e il collo lungo, ma mi ha fatto molto effetto rendermi conto che per lei la donna di colore non aveva nulla di particolare rispetto alle altre.
Oggi mi sono veramente resa conto di come i nostri preconcetti ci facciano avere una visione limitata della vita, che i bimbi ancora non hanno.
Ho deciso quindi di non farle notare che quella donna aveva un colore diverso dalle altre, avrà tempo per acquisire questo tipo di pensiero discriminante, per il momento mi basta starle accanto ed aiutarla a ragionare con la sua testa e se non troverà mai differenze tra due persone con un diverso colore della pelle, sarà lei a dare una grande lezione a molti.

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    By: Mirna Pacchetti

    Sono Mirna, una donna dalla doppia vita: di giorno sono consulente di marketing strategico per le start up e il rilancio delle aziende in difficoltà, ma la sera mi trasformo nella mamma di due piccole principesse. I due lavori più belli del mondo!
    In questi anni di “mammitudine” ho imparato a destraggiarmi tra pannolini e call di lavoro, ma soprattutto ho imparato a sopravvivere alle oppressioni di un sistema che penalizza le donne, soprattutto se sono mamme senza un contratto a tempo indeterminato.
    Burocrazia, INPS, Agenzie delle Entrate, IVA e le loro amiche tasse tentano da 6 anni di mettermi i bastoni tra le ruote e farmi desistere dal riuscire nei miei due intenti: essere la miglior mamma possibile e avere un lavoro che mi gratifichi anche dal punto di vista economico.
    Io e Mamma single siamo quelle che non hanno avuto la maternità, non hanno permessi retribuiti e non hanno orari oltre i quali far cadere la penna e tornare dalla propria famiglia. Essere mamma in queste condizioni è un vero salto ad ostacoli, ma sto imparando a saltare bene ed ho indossato le giuste scarpe… questa sfida la vinco io!
    Magari facendo cambiare qualche legge e facendone promulgare qualche altra! 😉

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