Appena partorito allattare è doloroso e stressante, soprattutto se si è mamme per la prima volta.

Il primo periodo di allattamento è quello più delicato ed è più facile che possano sorgere dei problemi, in particolare un forte dolore al seno e la comparsa di ragadi. I primi giorni, infatti, il capezzolo può fare abbastanza male e tagliarsi perché non è abituato ad una suzione così forte e così continuata nel tempo; inoltre quando arriva la montata lattea il seno può diventare molto duro, grumoso e dolente.

È in quei momenti che puericultrici, pedriatri e ostetriche ti continuano a dire che è importante continuare ad attaccare spesso il bambino al seno, perché presto il dolore passerà, anche se a te sembra che i giorni passino inesorabilmente senza alcun miglioramento.

Già in quei momenti, però, ti rendi conto quanto sia intimo e speciale il tempo passato ad allattare, sin dalla prima volta provi tanta dolcezza e con il tempo impari a scoprire quanto per te sia importante preservare questa bella esperienza, nonostante il dolore che provi spesso ti faccia venir voglia di desistere.

Poi un giorno passa magicamente tutto: la suzione non ti fa alcun male e quella mezza tortura si trasforma in un momento da custodire gelosamente. Allattare è bello ed importante, non solo per il bambino, ma anche per la mamma: rafforza il legame, incrementa l’intimità e aiuta a superare i momenti no.

Penso che chi decida deliberatamente di non allattare o che desista per il troppo dolore non sappia cosa si perde, perché allattare è davvero una bella esperienza.

Voi avete allattato? Cosa ne pensate?

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    By: Mirna Pacchetti

    Sono Mirna, una donna dalla doppia vita: di giorno sono consulente di marketing strategico per le start up e il rilancio delle aziende in difficoltà, ma la sera mi trasformo nella mamma di due piccole principesse. I due lavori più belli del mondo!
    In questi anni di “mammitudine” ho imparato a destraggiarmi tra pannolini e call di lavoro, ma soprattutto ho imparato a sopravvivere alle oppressioni di un sistema che penalizza le donne, soprattutto se sono mamme senza un contratto a tempo indeterminato.
    Burocrazia, INPS, Agenzie delle Entrate, IVA e le loro amiche tasse tentano da 6 anni di mettermi i bastoni tra le ruote e farmi desistere dal riuscire nei miei due intenti: essere la miglior mamma possibile e avere un lavoro che mi gratifichi anche dal punto di vista economico.
    Io e Mamma single siamo quelle che non hanno avuto la maternità, non hanno permessi retribuiti e non hanno orari oltre i quali far cadere la penna e tornare dalla propria famiglia. Essere mamma in queste condizioni è un vero salto ad ostacoli, ma sto imparando a saltare bene ed ho indossato le giuste scarpe… questa sfida la vinco io!
    Magari facendo cambiare qualche legge e facendone promulgare qualche altra! 😉

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