Lascereste un lavoro sicuro in Italia per provare a diventare attrice in America? Abbandonereste le sicurezze di una vita tranquilla e sicura per l’incertezza? Laura Lamberti lo ha fatto e ha raggiunto il suo sogno e presto la vedremo in Blindspot. Non è mai troppo tardi per inseguire i propri sogni

 

Chi è Laura Lamberti

Laura Lamberti si e’ trasferita 13 anni fa a New York per inseguire il suo sogno. E’ attualmente la testimonial di Ragù (la marca e’ conosciutissima negli USA, un po’ come la nostra Barilla), ha registrato un podcast di una serie che e’ appena stato rilasciato su iTunes Americano e in altre piattaforme in cui fa la parte di una dottoressa alla prese di un’invasione extraterrestre sconosciuta e collabora con una compagnia teatrale newyorkese che produce commedie interattive e sperimentali. Prossimamente la vedremo anche in Italia nella nuova serie di “Blindspot” in onda su Crime.

 

Raccontaci chi sei, cosa ti ha portato a mollare tutto e trasferirti in America?

Sono un’attrice e sono una donna che sta vivendo la vita che ha sempre sognato.
Sono arrivata alla recitazione per pura testardaggine ed un indomabile desiderio. Ho seguito una strada piuttosto normale, scegliendo un percorso scolatisco che mi permetesse di studiare sia lingue che economia (non so perche’ ma ero convinta che conoscere qualcosa di economia era un mio dovere sebbene sapevo non sarebbe stata la mia strada!) .
Eppure dopo un paio di lavoretti sono finita a lavorare in banca, forse per un po’ troppi anni!

Il mio gioco preferito da bambina era far finta di essere qualcun’altro ma come ben sappiamo in Italia non ci sono programmi dedicati all’arte nelle scuole superiori e solo dopo qualche anno finalmente ho trovato la scuola giusta per me (CTA a Milano) e non ho mai smesso di recitare.

La spinta per New York è arrivata quando ero ragazzina e chiesi a mio padre di mostrarmi dove fosse su una mappa. Da quel momento in poi ho sempre creduto che solo se fossi andata a New York mi sarei sentita completamente libera.

Il momento della decisione e’ arrivato da solo e all’improvviso anche se ci pensavo da anni. A quel punto stavo lavorando in banca da circa quattro anni e purtroppo la mia cara nonna e’ venuta a mancare. Non avevo legami al di fuori della mia famiglia e tra me e me ho pensato, o vado ora o lo rimpiagero’ per il resto della mia vita. Quel volo è stato indimenticabile, non sapevo bene cosa mi aspettasse dall’altra parte eppure per la prima volta nella mia vita ho provato quel senso di completezza che solo il seguire la propria strada ti puo’ dare.

 

Qual è stata la sfida o la difficoltà più grande che hai incontrato?

La difficoltà più grande è stata prendere la decisione di partire che è maturata silenziosamente in me in “solo” 10 anni!

La sfida più grande che ho dovuto superare una volta a New York è stata sempre con me stessa.

I dubbi e le incertezze sono sempre in agguato ma la verità è che nonostante gli inevitabili alti e bassi della vita quando fai cose che ti stimolano, ti fanno crescere, ti aprono la mente e lo spirito uscirai sempre dal tunnel vincitrice, una donna più ricca, un essere umano più completo.

 

Cosa consigli a quelle donne che hanno un sogno ma lo tengono nel cassetto?

Aprite quel cassetto, subito!!!

La nostra mente lavora giustificando ogni decisione che prendiamo cioè se ci diciamo non lo possiamo fare, state tranquille che il cervello ci darà mille validissimi motivi per cui non dobbiamo fare una cosa e quando invece decidiamo di fare qualcosa che da tanto tempo volevamo fare il cervello è sempre li pronto a darci mille motivi in favore del nostro sogno!

Le cose pratiche della vita si risolvono sempre, in fondo siamo degli esseri che si adattano facilmente, la difficoltà è nel prendere una decisione e impegnarsi fino a vederne i risultati a dispetto delle sfide che incontrerai nel tuo percorso.

Io mi sono chiesta: “Che tipo di donna sono? Una donna che non ci prova, non rischia perché ha paura di non riuscirci e poi rimane insoddisfatta o una donna che va, prende il toro per le corna e vive fino in fondo?”

Essere insoddisfatti della propria vita vuol dire privarsi delle cose piu’ belle che la vita stessa ci vuole regalare. Le sorprese sono sempre dietro l’angolo.


Grazie Laura, per le tue parole piene di carica e positività!

E voi BusinessMum? Che tipo di donne siete?

Prendete il toro per le corna e guardate Laura in Blindspot!

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    By: Mirna Pacchetti

    Sono Mirna, una donna dalla doppia vita: di giorno sono consulente di marketing strategico per le start up e il rilancio delle aziende in difficoltà, ma la sera mi trasformo nella mamma di due piccole principesse. I due lavori più belli del mondo!
    In questi anni di “mammitudine” ho imparato a destraggiarmi tra pannolini e call di lavoro, ma soprattutto ho imparato a sopravvivere alle oppressioni di un sistema che penalizza le donne, soprattutto se sono mamme senza un contratto a tempo indeterminato.
    Burocrazia, INPS, Agenzie delle Entrate, IVA e le loro amiche tasse tentano da 6 anni di mettermi i bastoni tra le ruote e farmi desistere dal riuscire nei miei due intenti: essere la miglior mamma possibile e avere un lavoro che mi gratifichi anche dal punto di vista economico.
    Io e Mamma single siamo quelle che non hanno avuto la maternità, non hanno permessi retribuiti e non hanno orari oltre i quali far cadere la penna e tornare dalla propria famiglia. Essere mamma in queste condizioni è un vero salto ad ostacoli, ma sto imparando a saltare bene ed ho indossato le giuste scarpe… questa sfida la vinco io!
    Magari facendo cambiare qualche legge e facendone promulgare qualche altra! 😉

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