Ovvero: come sopravvivere ai momenti difficili quando si hanno bambini piccoli.

Chi non ha figli spesso non comprende quanto sia complessa la gestione famigliare con dei piccoli esserini dolci e amorevoli che ti riempiono la vita… In ogni senso!
Ma noi genitori lo sappiamo, sappiamo quanto sia difficile passare molte notti in bianco e andare a lavorare il giorno dopo, tutti i giorni dopo! A volte anche per mesi di fila…
E vogliamo parlare di quanto siano estenuanti ore di capricci ininterrotti?

Inutile lamentarci: la nostra vita è uguale a quella di qualsiasi altro genitore. Nessun figlio è un bambolotto che ‘dove lo metti sta’, se non per brevi periodi della sua vita.
Tutti l’hanno superata e la supereremo anche noi. Però a volte proprio non sappiamo come fare e sapere che ci passano quasi tutti non è di aiuto.

Perché magari è un periodo difficile sul lavoro, o perché il lavoro lo abbiamo perso e dobbiamo fare i conti con le difficoltà economiche, oppure perché un nostro caro non sta bene. Quando succedono queste cose di solito sopportiamo meno i capricci e se non dormiamo abbiamo un tasso d’isteria che rasenta il paranormale.
Quindi cosa possiamo fare?

Io ho trovato un mio metodo, che a mio avviso è valido per chiunque. L’ho chiamato  ‘la tecnica dell’aeroplano‘, perché mi si è accesa la lampadina durante un viaggio di lavoro.
Ero seduta al mio posto e prima del decollo la hostess ci stava mostrando le procedure di emergenza. Ormai le so a memoria, ma presto sempre un po’ di attenzione.
Quando hanno spiegato come indossare la mascherina, hanno precisato che se si ha accanto un anziano o un bambino, prima s’indossa la propria e poi si mette la maschera per l’ossigeno a chi abbiamo accanto.
“Certo” mi sono detta: “Se prima di far indossare la mascherina a mia figlia svengo per la mancanza di ossigeno, non solo non aiuto me stessa, ma non aiuto neanche lei.”
Avete capito? Siete arrivati alla mia stessa conclusione?

Datevi ossigeno.

Se il periodo è difficile dovete uscire dal loop del dover far tutto al meglio, nei tempi stabiliti, tenendo la casa in ordine e vegliando come chiocce protettive su qualsiasi gesto di vostro figlio.
I bambini stanno bene in un clima sereno. Non capiscono le difficoltà economiche, non capiscono la perdita del lavoro, né quanto la malattia di un caro possa essere angosciante.
Però percepiscono la frustrazione, il nervosismo e l’impazienza. E ne soffrono.

Vi piace correre?
Ritagliatevi 2 ore alla settimana per farlo.
Avete una serie TV preferita?
Portate i bimbi dai nonni e passate il pomeriggio sul divano a guardarne la maratona in DVD.
Pensate che a me basta prendere un cappuccio al mattino e mi consolo di tante cose.

Datevi tempo. Fate una passeggiata nel parco in silenzio in pausa pranzo. Prendete un aperitivo con un’amica. Vivete un’ora lontani dalla famiglia. E prendete ossigeno.

Inspirate. Espirate. Lontani dalla famiglia. E prendete ossigeno.

Non sarete genitori peggiori se vi prenderete un’ora per voi, anzi: accadrà l’esatto contrario.
Provate e poi fatemi sapere come è andata.

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    By: Mirna Pacchetti

    Sono Mirna, una donna dalla doppia vita: di giorno sono consulente di marketing strategico per le start up e il rilancio delle aziende in difficoltà, ma la sera mi trasformo nella mamma di due piccole principesse. I due lavori più belli del mondo!
    In questi anni di “mammitudine” ho imparato a destraggiarmi tra pannolini e call di lavoro, ma soprattutto ho imparato a sopravvivere alle oppressioni di un sistema che penalizza le donne, soprattutto se sono mamme senza un contratto a tempo indeterminato.
    Burocrazia, INPS, Agenzie delle Entrate, IVA e le loro amiche tasse tentano da 6 anni di mettermi i bastoni tra le ruote e farmi desistere dal riuscire nei miei due intenti: essere la miglior mamma possibile e avere un lavoro che mi gratifichi anche dal punto di vista economico.
    Io e Mamma single siamo quelle che non hanno avuto la maternità, non hanno permessi retribuiti e non hanno orari oltre i quali far cadere la penna e tornare dalla propria famiglia. Essere mamma in queste condizioni è un vero salto ad ostacoli, ma sto imparando a saltare bene ed ho indossato le giuste scarpe… questa sfida la vinco io!
    Magari facendo cambiare qualche legge e facendone promulgare qualche altra! 😉

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