Sono reduce da due settimane intense, nelle quali non ho avuto un attimo di pausa, se non di notte perchè mia figlia mi ha fatto un bellissimo regalo: ha cominciato a dormire tutta notte.
Volevo riprendere il lavoro un po’ per volta, invece stanno fortunatamente partendo una serie di progetti, tutti assieme e tutti che richiedono (ovviamente) una buona mole di lavoro da parte della sottoscritta. Per la serie “battiamo il ferro finchè è caldo”, ma soprattutto per serietà lavorativa, non mi sono tirata indietro davanti a nulla con un conseguente notevole indebolimento fisico.
Mia figlia è ancora troppo piccola per andare all’asilo nido, non l’ho ancora svezzata, e anche solo fare un appuntamento di lavoro implica una grande organizzazione: incastrare le poppate con i miei impegni facendo in modo che la bimba mangi quando si sente di farlo e non quando farebbe comodo a me, tirare il latte per poter dare ai nonni la razione necessaria per ogni pasto, portare la frugoletta dai nonni (che immancabilmente si sporca da cima a fondo proprio prima di uscire!), fare i mestieri in casa, fare la spesa, giocare con mia figlia, seguire le varie incombenze…
Solo a raccontarla mi fa venire l’ansia da prestazione, poi quando ti ci ritrovi dentro ti rendi conto di essere in grado di organizzare tutto al meglio, anche se paghi uno scotto: la sera, verso le dieci, quando hai finito di fare tutto ciò che dovevi, crolli esanime sul letto o sul divano, totalmente ignara del mondo che ti circonda.

Voi direte: accidenti, che vita che ti tocca fare!
Beh, sapete che c’è? C’è che io sono tanto felice, perchè riesco a fare tutto ciò che mi piace, ovvero portare avanti il mio lavoro dedicando il giusto tempo a mia figlia.
La vita è fatta di scelte e sascrifici. A me non spiace fare né le une né gli altri.

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    By: Mirna Pacchetti

    Sono Mirna, una donna dalla doppia vita: di giorno sono consulente di marketing strategico per le start up e il rilancio delle aziende in difficoltà, ma la sera mi trasformo nella mamma di due piccole principesse. I due lavori più belli del mondo!
    In questi anni di “mammitudine” ho imparato a destraggiarmi tra pannolini e call di lavoro, ma soprattutto ho imparato a sopravvivere alle oppressioni di un sistema che penalizza le donne, soprattutto se sono mamme senza un contratto a tempo indeterminato.
    Burocrazia, INPS, Agenzie delle Entrate, IVA e le loro amiche tasse tentano da 6 anni di mettermi i bastoni tra le ruote e farmi desistere dal riuscire nei miei due intenti: essere la miglior mamma possibile e avere un lavoro che mi gratifichi anche dal punto di vista economico.
    Io e Mamma single siamo quelle che non hanno avuto la maternità, non hanno permessi retribuiti e non hanno orari oltre i quali far cadere la penna e tornare dalla propria famiglia. Essere mamma in queste condizioni è un vero salto ad ostacoli, ma sto imparando a saltare bene ed ho indossato le giuste scarpe… questa sfida la vinco io!
    Magari facendo cambiare qualche legge e facendone promulgare qualche altra! 😉

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