Nel libro Le brave ragazze non fanno carriera – 101 errori che le donne fanno sul lavoro (Lois P. Frankel – ed. Il Corbaccio) l’autrice spiega come e perché le brave ragazze, devote ed oneste lavoratrici, siano sottopagate e non facciano carriera.

Gli errori più comuni? Lavorare sodo, risparmiare i soldi dell’azienda, tenere a freno la lingua, scusarsi ed essere disponibili. Insomma: essere una brava ragazza non paga, perché si dimostra di essere troppo remissive e poco sicure di sé.

Ognuno di noi sperimenta ogni giorno nel proprio ambiente lavorativo un generale cambiamento: meno collaborazione, più arrivismo ed il condividere l’ufficio con persone pronte a fare lo sgambetto a chiunque gli si ponga davanti.

I tempi cambiano ed oggi un’azienda ritiene che le qualità migliori che un dipendente possa avere siano l’inesistenza di una vita privata ed un arrivismo che spinga sempre a dare il massimo, anche a discapito dei rapporti interpersonali e della lealtà nei confronti degli altri. Dove sono finiti l’onestà, la condivisione dei valori ed il rispetto?

A mio avviso è ora che i tempi cambino e si dia più valore alle qualità delle persone e meno alle ore che queste passano in ufficio.

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    By: Mirna Pacchetti

    Sono Mirna, una donna dalla doppia vita: di giorno sono consulente di marketing strategico per le start up e il rilancio delle aziende in difficoltà, ma la sera mi trasformo nella mamma di due piccole principesse. I due lavori più belli del mondo!
    In questi anni di “mammitudine” ho imparato a destraggiarmi tra pannolini e call di lavoro, ma soprattutto ho imparato a sopravvivere alle oppressioni di un sistema che penalizza le donne, soprattutto se sono mamme senza un contratto a tempo indeterminato.
    Burocrazia, INPS, Agenzie delle Entrate, IVA e le loro amiche tasse tentano da 6 anni di mettermi i bastoni tra le ruote e farmi desistere dal riuscire nei miei due intenti: essere la miglior mamma possibile e avere un lavoro che mi gratifichi anche dal punto di vista economico.
    Io e Mamma single siamo quelle che non hanno avuto la maternità, non hanno permessi retribuiti e non hanno orari oltre i quali far cadere la penna e tornare dalla propria famiglia. Essere mamma in queste condizioni è un vero salto ad ostacoli, ma sto imparando a saltare bene ed ho indossato le giuste scarpe… questa sfida la vinco io!
    Magari facendo cambiare qualche legge e facendone promulgare qualche altra! 😉

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