Conciliare lavoro e maternità sembra per le donne e mamme italiane non avere possibilità di soluzione e siano totalmente incompatibili: l’11,27% abbandona volontariamente il proprio posto di lavoro dipendente dopo la nascita del primo figlio. 22.480 sono le donne che nel 2014 si sono licenziare secondo il monitoraggio dell’ufficio della consigliera nazionale di parità e per l’attività ispettiva del Ministero del lavoro emergente, quasi il 5% in più al 2013.

I settori più colpiti sono quello dei servizi, del commercio e dell’industria con una fascia di età delle mamme compresa tra i 25 e i 35 anni.

Fra questi dati però c’è chi insinua ci siano le famose “dimissioni in bianco” che molti datori di lavoro farebbero firmare ai nuovi dipendenti da utilizzare in caso di “necessità” come il sopraggiungere di una gravidanza, appunto.

Ma se la scelta avviene volontariamente crediamo sia comunque una scelta non semplice da prendere e sono sicuramente diverse le motivazioni che l’hanno portata.

Conciliare lavoro e maternità per una madre, e soprattutto per una neo-mamma è un enorme sacrificio istintivo ma anche economico ed organizzativo: orari incompatibili con la vita dei bambini e minori, costi per l’assistenza al neonato/bambino, mancato accoglimento nelle strutture e esborso economico da sostenere per gli asili nido, l’assenza di parenti/famiglia di supporto (nonni, zie, etc…).

Ci chiediamo se le novità sul congedo parentale e della maternità attuate con i nuovi decreti del Job Act sapranno realmente dare più valore al sostegno delle BusinessMum favorendo l’opportunità di conciliare le tempistiche di vita della sfera familiare e lavorativa ed aiutare anche la condivisione della maternità con i “nuovi papà” che sempre più si sentono parte della responsabilità genitoriale e familiare

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    By: Marzia Di Meo

    Mi chiamo Marzia e sono una mamma monoparentale e single. Da quattro anni sono libera professionista e nella vita coreografo mio figlio “Polpetta”, un cane di 30 kg e un insana propensione per viaggi e spostamenti.
    Di origine Piemontese, ho vissuto qua e la nel mondo: ultimamente accoccolata nel cuore verde della Romagna.
    Faccio finta di parlare quattro lingue e ho le valigie (reali e virtuali) sempre pronte per nuove avventure in cerca di un bel equilibrio socio-economico, grazie anche alla continua ricerca della felicità!
    Mi piace ridere e da grande, dopo aver fatto per tanti anni la ballerina, vorrei diventare un’attrice comica e una rugbysta ovviamente nello stesso preciso momento! Ho un sacco di passioni strane e sono purtroppo affetta da multitasking ossessivo compulsivo: negata per la cucina, il giardinaggio, il fai da te e nel rendermi presentabile con “trucco e parrucco”, cerco la mia posizione strategica nelle quattro mura di casa.
    Per ora sono riuscita a mettere la carta igienica nel nostro super porta-rotolo e l’evento è stato festeggiato per settimane nella cittadina! In amore aspetto la conoscenza di vita su altre galassie perché è chiaro che non capisco il marziano e probabilmente parlo venusiano troppo veloce.
    Appassionata di internet e web e con una sana curiosità per la vita umana, ho basato il mio lavoro sull’assistenza virtuale e sulla possibilità di lavorare online e dal mio ufficio in casa.

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