Nelle scorse settimane La Repubblica ha intervistato me e le mamme in cerca di occupazione che avevano aderito al progetto laborATTORIo (attualmente sospeso per mancanza di fondi).

Il risultato di queste è molte altre interviste è un’inchiesta realizzata da Sara Ficocelli dal titolo “NON è UN PAESE PER MAMME“, il cui risultato (frutto anche di un indagine condotta su 100 donne) conferma quanto ormai noi sappiamo e che è ampiamente riassunto nel titolo stesso.

I principali problemi sono legati al mobbing più o meno esplicito subito da molte di noi.

Ho sentito racconti di molte discriminazioni in questi anni di vita dell’associazione: colloqui di lavoro nei quali, ancora prima d’indagare sulle tue competenze, si informano della tua situazione familiare e della tua volontà di avere figli, donne lasciate a casa quando annunciano in azienda di essere incinte, altre che subiscono mobbing per aver chiesto un part time e altre ancora che vengono messe arbitrariamente da parte e relegate a ruoli secondari perché ‘ora che sei madre hai altre priorità’.

Pensate che a me era stato detto che se volevo avere figli lo dovevo programmare con il mio capo…

Leggete l’inchiesta, è molto interessante.

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    By: Mirna Pacchetti

    Sono Mirna, una donna dalla doppia vita: di giorno sono consulente di marketing strategico per le start up e il rilancio delle aziende in difficoltà, ma la sera mi trasformo nella mamma di due piccole principesse. I due lavori più belli del mondo!
    In questi anni di “mammitudine” ho imparato a destraggiarmi tra pannolini e call di lavoro, ma soprattutto ho imparato a sopravvivere alle oppressioni di un sistema che penalizza le donne, soprattutto se sono mamme senza un contratto a tempo indeterminato.
    Burocrazia, INPS, Agenzie delle Entrate, IVA e le loro amiche tasse tentano da 6 anni di mettermi i bastoni tra le ruote e farmi desistere dal riuscire nei miei due intenti: essere la miglior mamma possibile e avere un lavoro che mi gratifichi anche dal punto di vista economico.
    Io e Mamma single siamo quelle che non hanno avuto la maternità, non hanno permessi retribuiti e non hanno orari oltre i quali far cadere la penna e tornare dalla propria famiglia. Essere mamma in queste condizioni è un vero salto ad ostacoli, ma sto imparando a saltare bene ed ho indossato le giuste scarpe… questa sfida la vinco io!
    Magari facendo cambiare qualche legge e facendone promulgare qualche altra! 😉

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