Oggi mia figlia si è svegliata con quasi 39 di febbre ed ho dovuto disdire un appuntamento di lavoro. Mi  sentivo mortificata a dover disdire all’ultimo un appuntamento, ma il mio cliente è una persona intelligente, nonchè mamma a sua volta e la risposta è stata: “Non ti preoccupare, in questo momento hai altre priorità, ci sentiamo settimana prossima.”

Una donna/mamma ha molte qualità e riesce a gestire molte cose in contemporanea destreggiandosi bene tra gli imprevisti, ma in realtà solitamente sul lavoro viene solo vista come quella che “ha altre priorità” e quindi non è performante sul lavoro, a prescindere, solo perchè ha figli.
Viviamo in una società dove ti viene chiesto di dare il massimo in qualsiasi cosa: come mamma, come moglie, come lavoratrice. Veniamo sempre giudicate e criticate molto più degli uomini, sbagliare è umano, ma se lo fa una donna è perché ha figli e non è abbastanza attenta al resto.
Questa è la realtà dei fatti, tutti hanno problemi extra-lavorativi che a volte non consentono di dare il 100% sul lavoro, ma se capita ad una donna viene subito additata.
Dobbiamo sempre dimostrare di più e non ci sentiamo mai all’altezza, tranne quando sacrifichiamo tutta la nostra vita per dare il massimo al lavoro. In realtà è la società che non ci riconosce il nostro ruolo basilare: senza di noi la vita non si rigenererebbe, senza noi non ci sarebbe felicità.

Che ne dite? Secondo voi sono esagerata, oppure pensate anche voi che la mia cliente che mi ha dato quella fantastica risposta sia una mosca bianca?
Vi hanno mai fatte sentire delle lavoratrici di seconda scelta solo per il fatto di essere donne e mamme?

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    By: Mirna Pacchetti

    Sono Mirna, una donna dalla doppia vita: di giorno sono consulente di marketing strategico per le start up e il rilancio delle aziende in difficoltà, ma la sera mi trasformo nella mamma di due piccole principesse. I due lavori più belli del mondo!
    In questi anni di “mammitudine” ho imparato a destraggiarmi tra pannolini e call di lavoro, ma soprattutto ho imparato a sopravvivere alle oppressioni di un sistema che penalizza le donne, soprattutto se sono mamme senza un contratto a tempo indeterminato.
    Burocrazia, INPS, Agenzie delle Entrate, IVA e le loro amiche tasse tentano da 6 anni di mettermi i bastoni tra le ruote e farmi desistere dal riuscire nei miei due intenti: essere la miglior mamma possibile e avere un lavoro che mi gratifichi anche dal punto di vista economico.
    Io e Mamma single siamo quelle che non hanno avuto la maternità, non hanno permessi retribuiti e non hanno orari oltre i quali far cadere la penna e tornare dalla propria famiglia. Essere mamma in queste condizioni è un vero salto ad ostacoli, ma sto imparando a saltare bene ed ho indossato le giuste scarpe… questa sfida la vinco io!
    Magari facendo cambiare qualche legge e facendone promulgare qualche altra! 😉

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