Quando ho deciso di avere un figlio mi sono informata per capire se esisteva la possibilità di andare in maternità anche per chi lavora in proprio.
Cercando online e parlandone con il mio commercialista ho scoperto che l’indennizzo di maternità per chi è in proprio consiste nella copertura dei soli
contributi e solo a patto che tu non emetta fatture nel periodo dichiarato. Fatti due calcoli si fa presto a capire come ciò non convenga in alcun modo, in quanto per prendere poche centinaia di euro ripartite su diversi mesi si rischia di non poter fatturare ben di più. Ho quindi deciso di non fare alcuna maternità e di proseguire con il mio lavoro, anche se decisamente più a rilento rispetto ai miei ritmi normali.
Quello che mi domando è: se anche io pago i contributi esattamente come qualsiasi lavoratore dipendente, perché l’INPS non mi riconosce almeno la maternità obbligatoria?
Perché se sei dipendente la maternità è obbligatoria, mentre se sei in proprio ti attacchi al tram e tiri?
A mio avviso esiste una forte sperequazione tra i diritti delle mamme dipendenti e delle mamme in proprio, dovremmo essere tutelate maggiormente, per la salute nostra e dei nostri figli.
Cosa ne pensate?

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    By: Mirna Pacchetti

    Sono Mirna, una donna dalla doppia vita: di giorno sono consulente di marketing strategico per le start up e il rilancio delle aziende in difficoltà, ma la sera mi trasformo nella mamma di due piccole principesse. I due lavori più belli del mondo!
    In questi anni di “mammitudine” ho imparato a destraggiarmi tra pannolini e call di lavoro, ma soprattutto ho imparato a sopravvivere alle oppressioni di un sistema che penalizza le donne, soprattutto se sono mamme senza un contratto a tempo indeterminato.
    Burocrazia, INPS, Agenzie delle Entrate, IVA e le loro amiche tasse tentano da 6 anni di mettermi i bastoni tra le ruote e farmi desistere dal riuscire nei miei due intenti: essere la miglior mamma possibile e avere un lavoro che mi gratifichi anche dal punto di vista economico.
    Io e Mamma single siamo quelle che non hanno avuto la maternità, non hanno permessi retribuiti e non hanno orari oltre i quali far cadere la penna e tornare dalla propria famiglia. Essere mamma in queste condizioni è un vero salto ad ostacoli, ma sto imparando a saltare bene ed ho indossato le giuste scarpe… questa sfida la vinco io!
    Magari facendo cambiare qualche legge e facendone promulgare qualche altra! 😉

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