Nell’analisi da me fatta sulla società italiana quando stavo avviando il progetto di BusinessMum è emerso che c’è un forte retaggio culturale nostro (di noi donne e delle nostre mamme e nonne) che vede nella brava madre colei che sacrifica il resto per la famiglia. Pensare anche alla carriera ed ai propri interessi significa quindi non dedicare il giusto tempo ai figli, alla casa e al proprio uomo.

Tendenzialmente tutte diciamo: “Ma no! Questo è un modo vecchio di pensare. Oggi il mondo gira diversamente!” – nel nostro intimo, però, sappiamo che questo è vero. Nel nostro DNA c’è la mamma chioccia, quella che anche se lavora passa il sabato a pulire casa e la domenica a cucinare per tutta la settimana a venire.
Sul lavoro c’indispettiamo se una collega ha il secondo o terzo figlio: “Lei sta a casa per mesi,  tanto chi porta avanti il lavoro come un somaro sono io…” e paradossalmente gli uomini sono più solidali con le donne di quanto noi lo siamo le une nei confronti delle altre.

Diamo sempre colpa alla società, ma è ora di accorgersi che la società siamo noi e finchè continueremo a pensare alla genitorialità ed alla gestione dei figli come una questione solo femminile non ne usciremo mai. I figli sono di entrambi i genitori, che dovrebbero avere (sulla carta e nella vita famigliare) gli stessi diritti e doveri; la genitorialità è un diritto che noi stesse per interi secoli abbiamo negato agli uomini, per poi lamentarci se non ci aiutano o non si prendono il nostro stesso carico di responsabilità.

Per questo ed altri motivi BusinessMum lavorerà su tre fronti: le istituzioni (per modificare le leggi), le aziende (per introdurre nuove prassi) e le mamme (per cambiare il loro modo di pensare e di gestire famiglia e lavoro).

E voi? Date ai vostri mariti il giusto spazio nella vita dei vostri figli?
E su lavoro come agite?
Vi/ci discriminate o supportate?

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    By: Mirna Pacchetti

    Sono Mirna, una donna dalla doppia vita: di giorno sono consulente di marketing strategico per le start up e il rilancio delle aziende in difficoltà, ma la sera mi trasformo nella mamma di due piccole principesse. I due lavori più belli del mondo!
    In questi anni di “mammitudine” ho imparato a destraggiarmi tra pannolini e call di lavoro, ma soprattutto ho imparato a sopravvivere alle oppressioni di un sistema che penalizza le donne, soprattutto se sono mamme senza un contratto a tempo indeterminato.
    Burocrazia, INPS, Agenzie delle Entrate, IVA e le loro amiche tasse tentano da 6 anni di mettermi i bastoni tra le ruote e farmi desistere dal riuscire nei miei due intenti: essere la miglior mamma possibile e avere un lavoro che mi gratifichi anche dal punto di vista economico.
    Io e Mamma single siamo quelle che non hanno avuto la maternità, non hanno permessi retribuiti e non hanno orari oltre i quali far cadere la penna e tornare dalla propria famiglia. Essere mamma in queste condizioni è un vero salto ad ostacoli, ma sto imparando a saltare bene ed ho indossato le giuste scarpe… questa sfida la vinco io!
    Magari facendo cambiare qualche legge e facendone promulgare qualche altra! 😉

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