Lo abbiamo conosciuto grazie al web e ci ha incuriosito tantissimo il suo sito con le sue “riflessioni per il terzo millennio”, con alcuni concetti fuori dal comune e dove, per sentirti a tuo agio, puoi perfino scegliere il colore con cui visualizzare le parti grafiche principali della pagina web (per me, lo ammetto, questa scelta ha avuto il suo fascino!).

In poco meno di 24 ore, con uno scambio di email e una telefonata con la sua segretaria, la nostra super Businessmum Mirna, lo ha rintracciato e siamo riuscite ad intervistare Oscar di Montigny, Direttore marketing, comunicazione e innovazione  di Banca Mediolanum

Oscar Di Montigny

 

1. Nel tuo sito parli di Economia 0.0, ci spieghi cosa intendi?

Bella domanda! Economia 0.0 vorrebbe essere una provocazione. Economia etimologicamente significa arte di reggere e amministrare bene le cose della famiglia e dello Stato: quindi non solo le transazioni economiche di mercato, l’incontro tra domanda e offerta, ma anche un’ arte di reggere e amministrare la dimensione privata della persona (famiglia) e la dimensione pubblica della vita di una persona (Stato). Il concetto di economia 0.0 è legato a questa idea artistica dell’economia e vuole suggestionare le persone che oggi sono alla rincorsa di una dimensione più “tecnologica”, definendosi 2.0, 3.0.
Lo 0.0 è una provocazione un po’ strana, forse, per suggerire un ritorno all’origine, all’essenza senza negare la velocità innescatasi nella nostra vita di tutti i giorni, bensì vuole portare le persone a ricordare e a non dimenticare da dove si arriva; ad ascoltare anche la parte interiore di noi stessi, l’origine del tutto, appunto il .0; un evoluzione costante, molto accelerata in questo momento storico, ma che non si dimentica delle proprie origini. Come diceva Gandhi “non è la velocità che fa la differenza ma l’orientamento”. Secondo me l’orientamento deve essere sempre rivolto verso l’interno quindi un mondo che persegue i propri obiettivi nella vita, fossero anche materiali, ma senza dimenticare l’origine essenziale del tutto, che nella dimensione individuale è ciascun uomo verso se stesso.

2. Perché ognuno di noi deve essere un eroe?

Oggi c’è bisogno di eroi semplici. L’eroe nella tradizione greca era un semidio: un essere con sembianze umane ma doti speciali. Oggi essere eroe significa decidere di restare in contatto con la dimensione essenziale di se, senza lasciarci rapire dal 2.0, 3.0 e significa essere uomini in mezzo agli uomini cercando di essere eroi. In questo caso il concetto di divinità non è chiaramente un’entità che trascende da noi ma un valore con la “V” maiuscola. Essere eroi oggi vuol dire essere una persona normale ma fecondata, e che si lascia fecondare, da valori importanti quindi semplici nella forma ma ispirati nell’essenza.
Purtroppo vedo attorno a me che c’è un po’ di aridità in tal senso: mi riferisco non tanto alle persone ma ai sistemi nei quali le persone vivono, che sono un’espressione e un’emanazione delle persone stesse. L’invito è quello di avvicinarsi sempre di più alla parte divina di ognuno di noi, che è quella legata ai valori.

3. “Silenzio e bellezza salveranno il mondo”. Ci spieghi perché?

Il silenzio è uno spazio nel quale accadono le cose: in un mondo troppo rumoroso, pieno di frastuono, di comunicazioni incessanti, di cose da fare, lo spazio della riflessione viene ridotto. Il silenzio è una condizione essenziale per prendersi un tempo fra due esperienze: è una sorta di tempo nel tempo. Uno spazio funzionale per decodificare un’esperienza appena terminata e per preparaci a quella successiva: se lo spazio si riduce fino alla sua scomparsa rischiamo di non comprendere quello che è stato e non essere pronti per quello che deve arrivare.
La bellezza credo si la forma più redditizia che abbiamo saputo produrre: basta pensare a quanto la bellezza, se veramente e oggettivamente tale, possa essere nel tempo una forma di reddito . E’ comunque una bellezza soggettiva che nelle forme vede solo un’espressione di se stessi: per me è bello solo quello che è 0.0, cioè l’origine.

4. Ci spieghi come il marketing può migliorare il mondo?

Il marketing è una tecnologia nell’accezione non comune del termine che consente di fare incontrare chi offre e chi domanda. Il marketing può essere un acceleratore, un facilitatore, un attivatore di questo incontro purché produca, nell’effetto finale e al contempo, 3 vantaggi: un vantaggio per chi ha offerto, cioè il profitto, un vantaggio per chi ha acquistato, cioè beneficio (anche nel sentimento) e soprattutto un vantaggio per la collettività di cui questi due elementi fanno parte. Fino ad oggi il marketing è stato una tecnologia attivata nell’età moderna per recare un vantaggio a chi vendeva. Recentemente le aziende più sensibili hanno capito che bisognava mettere l’altro” il cliente” al centro, anche nei rapporti sociali, perseguendo il vantaggio dell’altro oltre che del proprio. Pochi, quasi nessuno, ha ancora capito che bisogna produrre un vantaggio anche per la collettività.
Voglio farvi un esempio che uso spesso con l’acqua. Io possiedo una fonte d’acqua purissima che mi rende uno dei migliori: fino a ieri la vendevo ad un prezzo molto alto perché io avevo l’acqua migliore, guadagnando così molti soldi. Oggi vendo quest’acqua alle condizioni più favorevoli, generando un vantaggio non solo per me ma anche per un cliente, che ad un prezzo più basso ottiene l’acqua migliore. Oggi questo pensiero non basta più. Finché però l’acqua viene contenuta all’interno di bottiglie di plastica la collettività ne pagherà comunque un prezzo.
Dobbiamo inventarci nuovi sistemi che consentano di avere dei vantaggi per la collettività. Qui il marketing, un marketing più evoluto, uno 0.0, potrebbe essere funzionale a raggiungere questi 3 valori, contrariamente è ”roba vecchia” e aggiungerei anche pericolosa.

5. Un consiglio per le BusinessMum: come sviluppare e migliorare il proprio business?

Per me la donna, madre e non, è l’espressione massima dell’atto economico. Per me l’atto economico per eccellenza è l’atto d’amore. Trovo che le donne siano più avvantaggiate perché hanno una sensibilità e una predisposizione naturale all’atto d’amore, che è molto meno sviluppata nell’uomo. Personalmente io amerei vivere in un sistema sociale guidato da donne, purché sensibili . Il mio consiglio è coltivare al massimo la proprio dimensione 0.0 di donna sapendo che le donne nel business hanno una maggiore responsabilità degli uomini perché hanno una dote in più: guai a loro se non la onorano ed affermano.

Grazie ad Oscar hai nuovi spunti di riflessione per valorizzare il tuo lavoro e per trovare quale sia la tua dimensione di donna 0.0: ti va di raccontarmi ciò che hai scoperto?

  • author's avatar

    By: Marzia Di Meo

    Mi chiamo Marzia e sono una mamma monoparentale e single. Da quattro anni sono libera professionista e nella vita coreografo mio figlio “Polpetta”, un cane di 30 kg e un insana propensione per viaggi e spostamenti.
    Di origine Piemontese, ho vissuto qua e la nel mondo: ultimamente accoccolata nel cuore verde della Romagna.
    Faccio finta di parlare quattro lingue e ho le valigie (reali e virtuali) sempre pronte per nuove avventure in cerca di un bel equilibrio socio-economico, grazie anche alla continua ricerca della felicità!
    Mi piace ridere e da grande, dopo aver fatto per tanti anni la ballerina, vorrei diventare un’attrice comica e una rugbysta ovviamente nello stesso preciso momento! Ho un sacco di passioni strane e sono purtroppo affetta da multitasking ossessivo compulsivo: negata per la cucina, il giardinaggio, il fai da te e nel rendermi presentabile con “trucco e parrucco”, cerco la mia posizione strategica nelle quattro mura di casa.
    Per ora sono riuscita a mettere la carta igienica nel nostro super porta-rotolo e l’evento è stato festeggiato per settimane nella cittadina! In amore aspetto la conoscenza di vita su altre galassie perché è chiaro che non capisco il marziano e probabilmente parlo venusiano troppo veloce.
    Appassionata di internet e web e con una sana curiosità per la vita umana, ho basato il mio lavoro sull’assistenza virtuale e sulla possibilità di lavorare online e dal mio ufficio in casa.

  • author's avatar

    Visit the author’s website

  • author's avatar

    I Diritti dei bambini
    Una mamma negata in cucina
    Alberi di Natale fai da te!
    Mattoncini giganti: PlayEdo ti adoro!
    Chocotone: il gioco al cioccolato!

    See all this author’s posts