Come vi avevo già raccontato nel precedente post  Le difficoltà di essere mamma, Venerdì 9 marzo ho portato la mia testimonianza all’evento “Madre non madre”, organizzato dal Gruppo Maternità e Paternità, che presentava i risultati della prima indagine online sulla maternità.
L’indagine è stata realizzata avendo come cluster d’interesse di quasi 3.000 donne nate tra il 1970 e il 1989, residenti principalmente al nord, ed ha dato risultati che confermano le sensazioni che noi tutte abbiamo, ma che messi nero su bianco danno veramente da pensare e mi stimolano a fare sempre di più con l’associazione BusinessMum.
Da tale indagine è emerso che  in 6 casi su 10 la maternità non e’ stata accolta bene in ambito lavorativo, dando origine a discriminazioni, demansionamenti, mobbing e in alcuni casi allontanamento dal lavoro.
Inoltre una mamma su due dopo il parto ha lasciato o cambiato il lavoro o gli orari, dato che dimostra come in Italia la gravidanza sia molto spesso un limite alla carriera delle mamme che lavorano.
Questi dati sono ancora più preoccupanti se vengono incrociati con quelli emersi dallo Studio “Maternità, quanto ci costi” fatto da Bocconi qualche anno fa, dal quale emerge che le donne hanno in percentuale più elevata un lavoro precario e stipendi più bassi (dati emersi anche da altre ricerche), anche a parità di percorso di studi e di anzianità lavorativa.

Insomma… ad oggi siamo ancora notevolmente discriminate sul mondo del lavoro.

E a chi dice che le pari opportunità sono all’ordine del giorno in Italia e che è meglio occuparsi di problemi più seri, faccio una grossa e sonora pernacchia (perché sono una persona per bene…).

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    By: Mirna Pacchetti

    Sono Mirna, una donna dalla doppia vita: di giorno sono consulente di marketing strategico per le start up e il rilancio delle aziende in difficoltà, ma la sera mi trasformo nella mamma di due piccole principesse. I due lavori più belli del mondo!
    In questi anni di “mammitudine” ho imparato a destraggiarmi tra pannolini e call di lavoro, ma soprattutto ho imparato a sopravvivere alle oppressioni di un sistema che penalizza le donne, soprattutto se sono mamme senza un contratto a tempo indeterminato.
    Burocrazia, INPS, Agenzie delle Entrate, IVA e le loro amiche tasse tentano da 6 anni di mettermi i bastoni tra le ruote e farmi desistere dal riuscire nei miei due intenti: essere la miglior mamma possibile e avere un lavoro che mi gratifichi anche dal punto di vista economico.
    Io e Mamma single siamo quelle che non hanno avuto la maternità, non hanno permessi retribuiti e non hanno orari oltre i quali far cadere la penna e tornare dalla propria famiglia. Essere mamma in queste condizioni è un vero salto ad ostacoli, ma sto imparando a saltare bene ed ho indossato le giuste scarpe… questa sfida la vinco io!
    Magari facendo cambiare qualche legge e facendone promulgare qualche altra! 😉

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