Questo è il primo di una serie di post inerenti la disoccupazione femminile.
Si parla tanto di disoccupazione giovanile e di tutte quelle persone che sono prossime alla pensione, ma nessuno parla mai delle donne che lavorano, molte delle quali sono mamme.
Eppure i dati che si trovano sono davvero preoccupanti, come i risultati di questa ricerca pubblicata da www.csepragma.it:

2012 - dati preoccupanti per le donne nel mondo del lavoro

2012 - dati preoccupanti per le donne nel mondo del lavoro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Secondo Istat a fine 2012 le donne disoccupate in Italia erano 1,27 milioni e il loro tasso di disoccupazione era pari all’11,9%.
Se pensate che le donne disoccupate che cercavano lavoro da più di un anno a fine 2012 erano il 54,6% e che molto probabilmente (visti i dati preoccupanti dei quali i telegiornali ci rendono edotti ogni giorno) questa percentuale è aumentata in questi primi 5 mesi dell’anno, vi rendete conto di quanto la situazione sia grave.

BusinessMum vuole raccogliere almeno 10.000 mamme che lavorano per portare delle proposte di legge in parlamento, aiutateci ad aiutarvi a migliorare la qualità della vostra vita!

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    By: Mirna Pacchetti

    Sono Mirna, una donna dalla doppia vita: di giorno sono consulente di marketing strategico per le start up e il rilancio delle aziende in difficoltà, ma la sera mi trasformo nella mamma di due piccole principesse. I due lavori più belli del mondo!
    In questi anni di “mammitudine” ho imparato a destraggiarmi tra pannolini e call di lavoro, ma soprattutto ho imparato a sopravvivere alle oppressioni di un sistema che penalizza le donne, soprattutto se sono mamme senza un contratto a tempo indeterminato.
    Burocrazia, INPS, Agenzie delle Entrate, IVA e le loro amiche tasse tentano da 6 anni di mettermi i bastoni tra le ruote e farmi desistere dal riuscire nei miei due intenti: essere la miglior mamma possibile e avere un lavoro che mi gratifichi anche dal punto di vista economico.
    Io e Mamma single siamo quelle che non hanno avuto la maternità, non hanno permessi retribuiti e non hanno orari oltre i quali far cadere la penna e tornare dalla propria famiglia. Essere mamma in queste condizioni è un vero salto ad ostacoli, ma sto imparando a saltare bene ed ho indossato le giuste scarpe… questa sfida la vinco io!
    Magari facendo cambiare qualche legge e facendone promulgare qualche altra! 😉

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