Oggi vi parlo di una delle attività più in voga del momento: la blogger.

Se vogliamo dare una definizione “classica” di blogger potremmo dire che si tratta di un piccolo editore che scrive e pubblica articoli in rete in maniera indipendente. Il punto di forza dei blogger è che i contenuti sono fruibili facilmente da computer, smartphone o tablet e quindi la diffusione degli articoli è ad ampio raggio ed in tempo reale.

Tanti sono i motivi che spingono le persone a creare un blog; molto spesso è semplicemente la passione per qualcosa, c’è chi lo fa per hobby e chi scrive per integrare i contenuti del proprio lavoro.

Ma ora veniamo agli aspetti fiscali.

Oggi cercherò di semplificare e chiarire le idee di molte businessmum che sono diventate blogger di professione.

La domanda ricorrente che mi viene fatta è:

 “Sono una blogger, devo aprire la partita IVA”?

La regola fondamentale, che vale in generale per qualsiasi tipo di attività, è che la partita IVA è obbligatoria per tutte le attività che vengo svolte in modo CONTINUATIVO.

Quindi se il tuo hobby diventa una vera e propria attività commerciale, se lo pratichi in modo abituale e non occasionale allora DEVI aprire la partita IVA.

Se invece la tua attività è saltuaria, se rimane una passione che non acquista i caratteri della continuità allora l’obbligo non sussiste.

Entriamo nel merito del blogger e dei guadagni ONLINE.

Gli strumenti “di guadagno” a disposizione di un blogger possono essere:

  • banner pubblicitari: si ottiene un guadagno ad ogni click o visualizzazione effettuati sulla propria pagina web;
  • affiliazioni commerciali: vale a dire accordi commerciali con aziende che vendono online. Si ottiene un compenso in percentuale per ogni vendita effettuata derivante da un click sul banner presente sulle pagine del blog;
  • post sponsorizzati: quando le aziende commissionano ai blogger dei post ben specifici che attraverso articoli mirati influenzano i propri follower all’acquisto.

Gli strumenti appena descritti sono generalmente legati a siti web attivi 24 ore su 24, 365 giorni all’anno quindi necessariamente il Fisco considera abituale l’attività legata a questo tipo di strumenti. Permettono infatti di generare costantemente ricavi, a prescindere da quale sia la loro entità.

Tornando  agli aspetti fiscali per mettervi in regola dovete:

aprire la Partita Iva scegliendo il codice attività più adatto al tipo di prestazioni/attività che effettuate (ad esempio il 73.11.02 Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari oppure il Codice 47.91.10 Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet –eCommerce- ecc…) e adottare il regime fiscale più consono alla vostra attività quindi il forfettario (se siete in possesso dei requisiti di legge previsti per l’accesso) oppure il semplificato.

Infine iscrivervi in Camera di Commercio se la vostra attività viene inquadrata come “impresa”.

 

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    By: Maria Cristina

    Ciao io sono Maria Cristina e sono commercialista, ma prima di tutto donna e mamma di due pestiferi maschietti.

    So quanto possa essere faticoso avere a che fare con il fisco e le sue mille sfaccettature. Per questo amo definirmi come una “traduttrice di fisco” perché mi piace rendere più semplici gli aspetti ostici della mia professione.

    Appassionata di nuove tecnologie, lavoro come consulente fiscale ed amministrativa per aziende, piccoli imprenditori e professionisti; mi occupo fra l’altro di elaborazione di business plan, gestione della contabilità, redazione delle dichiarazioni dei redditi, dei bilanci e gestisco i rapporti tra contribuente ed Agenzia delle Entrate e Equitalia. Il tutto, anche e soprattutto, a distanza!

    Sogno un mondo senza burocrazia, senza scartoffie inutili e intoppi costruiti ad hoc ed in attesa che tutto ciò si realizzi mi piace l’idea, attraverso il blog, di poter dare una mano alle donne chi si affacciano al mondo lavorativo da freelance e si sentono perse e spaventate con la loro Partita Iva, ma anche a mamme dipendenti che cercano di districarsi tra termini come deduzioni, detrazioni, contributi, imposte e tasse.

    Quindi, care mamme, state tranquille: il “burocratese” ve lo traduco io!

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    Start up innovativa. Vi spiego cos’é e come si avvia

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