Scrivo questo post dopo le tante polemiche che sono scaturite dalla campagna di sensibilizzazione del Fertility Day promossa dal Ministero della Salute.

Scrivo dopo aver visto le reazioni indignate di tante amiche, conoscenti e donne che non conosco personalmente ma che ho sentito vicine per la prima volta.

Io stessa mi sono chiesta quanto sia ancora il lavoro da fare in un paese, come il nostro, che si definisce democratico, moderno e aperto al nuovo.

Credo non ci sia argomento più complesso e oggetto di pregiudizi come la maternità.

Viviamo in Italia dove fare figli è altamente consigliato ma poi mancano le strutture e gli incentivi che ti permettano di crescerlo quel figlio senza dover, per forza, rinunciare a te stessa e alle tue ambizioni professionali.

La stessa Italia che, quando un figlio lo fai, ti critica aspramente invocando il buon senso che, con la crisi che c’è, è folle mettere al mondo un’altra vita.

Siamo un paese che giudica anche chi, liberamente, sceglie di non avere un figlio e non ha una spiegazione da dare.

Semplicemente si sente bene così.

Bè che dire io, ad esempio, sono diventata mamma giovane.

Avevo ventotto anni e l’arrivo di un bebè mi ha letteralmente stravolto la vita.

Non posso dire di essere stata contenta. I miei spazi e le mie abitudini si sono dovute rimodulare alla presenza di una persona nuova.

Un esserino con il suo carattere, le sue esigenze e le sue idee.

Cresco mia figlia da sola e ogni giorno è una nuova avventura fatta di incastri tra impegni personali e professionali.

Credo che la famiglia possa avere tante definizioni e tante sfaccettature.

Nel mio caso è fatta dalle persone che mi vogliono bene e mi amano nel senso più profondo del termine e loro, per me, fanno la differenza.

Insegno a mia figlia ciò in cui credo facendo della diversità un valore aggiunto.

Ho imparato che laddove esistono schemi prefissati spesso la vita li stravolge e, in quel momento, devi fermarti un attimo ed essere pronta ad affrontare quello che di nuovo ti aspetta.

Non dico sia sempre facile ma certamente sorprendente sì e allora, magari, ti ritrovi a sorridere dopo tanto tempo pensando che la direzione da percorrere è quella giusta.

Essere mamma può essere tante cose insieme ma anche nessuna.

Io, ad esempio, sto ancora cercando di capire cosa sia quel famoso sesto senso di cui molte parlano.

Non so se lo troverò e forse non mi interessa saperlo perché in fondo io sono mamma a modo mio e questo mi basta e avanza.

Qui su BusinessMum vorrei fare un viaggio insieme per scoprire nuove storie e nuove persone.

Per capire che non c’è un modo giusto oppure sbagliato di essere madri.

Ognuno ha il suo e andrà bene… anzi vi dirò di più sarà perfetto per voi e per chi vi sta accanto.

Vorrei raccontare di chi ogni giorno sceglie di non conformarsi e con tanta organizzazione riesce ad essere madre, donna e professionista.

Vorrei raccontarvi le tante maternità che ho conosciuto nel mio cammino fatte di donne diversamente perfette e per questo speciali.

Vorrei parlarvi di emozioni con il cuore al centro come piace a me.

Quindi se vi va continuate a seguirci, tornerò presto con la prima storia.

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    By: Rossana Cavallari

    Ciao sono Rossana, vivo a Verona con bebè, un sacco di libri e tante parole che mi frullano in testa in attesa di trovare il posto giusto.
    Chi sono? Sono giornalista, copywriter e storyteller moderatamente romantica (ma in realtà anche un po’ di più) tendenzialmente organizzata (ma non troppo altrimenti addio imprevisti sorprendenti) e, a tratti, ironica. Mi pare ci sia tutto no?!

    Osservo il mondo attraverso il filtro delle emozioni. Seguo l’istinto e scrivo di quello che mi fa battere il cuore.
    Qui racconterò storie di maternità portandovi a compiere un viaggio in un mondo bellissimo e ricco di sfumature. Vorrei farvi conoscere donne diversamente meravigliose che ogni giorno costruiscono la loro famiglia e gestiscono il loro lavoro al meglio.

    Donne che sanno sorridere ma, anche, piangere. Donne vere come le storie che amo raccontare.
    Donne che sanno emozionare come succede a me quando le ascolto. Donne che, vorrei, potessero ispirarvi quando magari vi sentite in difficoltà, fuori luogo o magari sbagliate.
    Donne come me e come voi. Vi aspetto qui e se volete anche sul mio blog!

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