A Milano esiste una scuola primaria nella quale il Consiglio di Amministrazione ha deciso di ammettere tra i suoi membri un bambino dell’ultimo anno. Perchè? Lo abbiamo chiesto al suo fondatore, Stefano Paschina.

Ciao Stefano, grazie per aver accettato di parlare di Ludum e della vostra particolare scelta. Potrebbe sembrare strana, invece è molto logica.

Di recente avete deciso di ammettere nel consiglio direttivo di Ludum un bambino, ci spieghi che poteri avrà e cosa dovrà fare?

Il bambino avrà gli stessi poteri degli altri componenti del CDA, ma  non avrà responsabilità civili e penali. Potrà proporre gli argomenti da trattare all’ordine del giorno, previa discussione in assemblea con i suoi compagni,  parteciperà alle riunioni e alle discussioni e  avrà diritto di voto.

Perché avete fatto questa scelta?

La decisione di ammettere un bambino nel nostro CDA nasce dal fatto che dai lavori dei laboratori di design, che da noi sono parte integrante del percorso didattico, sono venute fuori soluzioni e indicazioni da parte dei bambini che per noi erano impensabili. Il bambino ha schemi mentali semplici, non ha sovrastrutture e soprattutto non ha i condizionamenti sociali che sono propri di noi adulti. Il bambino trova la soluzione immediata a qualsiasi problema, è positivo, è un sognatore che vuole trasformare in tempi brevi il sogno in realtà. E’ proprio ciò di cui abbiamo bisogno.

Cosa avrà l’occasione d’imparare questo piccolo membro del CDA?

Imparerà a confrontarsi, a far valere le proprie idee, ad essere convincente, a discutere. Imparerà a mediare, a progettare il futuro e a scontrarsi con le resistenze degli adulti. Imparerà ad essere responsabile e a fare i conti con le risorse a disposizione, siano esse umane o economico/finanziarie. Capirà l’importanza del concetto di sostenibilità e a fare i conti con  le regole e i limiti, sforzandosi di superare entrambe.

Cosa imparerete voi grazie a questo nuovo membro?

Impareremo che tutti i problemi e i limiti possono essere superati ma soprattutto che le soluzioni sono diverse. Impareremo la “leggerezza” e a scrollarci di dosso tutte le sovrastrutture che siamo riusciti ad inventarci per complicarci la vita. Impareremo ad avere più coraggio senza essere terrorizzati dall’idea di sbagliare, e a rialzarci senza deprimerci con la convinzione di essere più forti di prima. Impareremo che dopo di noi c’è un dopo che va rispettato e che è li ad inchiodarci sulle nostre responsabilità, ma soprattutto mi aspetto che il bambino ci indichi la strada per ricominciare a sognare.

Parlaci del tuo sogno: cosa deve essere Ludum? Qual è il tuo obiettivo?

Il mio sogno è un campus della creatività, una Scuola dal Nido all’Università, un luogo del progetto dove le esperienze vengono capitalizzate, scambiate, combinate per dar vita a idee nuove e definire nuovi scenari. Proprio per questo motivo stiamo lavorando con alcuni professori della Bocconi per mettere a punto un percorso di business e finance da 240 ore anno per i ragazzi della scuola secondaria di primo grado (ex scuola media). Questo percorso, che sarà parte integrante del programma sarà funzionale a creare i nuovi imprenditori, la nuova classe dirigente, i nuovi professionisti.  Questo Paese ha bisogno di idee nuove,  di nuovi Ambasciatori della cultura del progetto, di persone capaci e coraggiose che guardano al futuro come una grande opportunità.


In bocca al lupo al vostro piccolo nuovo membro del CDA!

  • author's avatar

    By: Mirna Pacchetti

    Sono Mirna, una donna dalla doppia vita: di giorno sono consulente di marketing strategico per le start up e il rilancio delle aziende in difficoltà, ma la sera mi trasformo nella mamma di due piccole principesse. I due lavori più belli del mondo!
    In questi anni di “mammitudine” ho imparato a destraggiarmi tra pannolini e call di lavoro, ma soprattutto ho imparato a sopravvivere alle oppressioni di un sistema che penalizza le donne, soprattutto se sono mamme senza un contratto a tempo indeterminato.
    Burocrazia, INPS, Agenzie delle Entrate, IVA e le loro amiche tasse tentano da 6 anni di mettermi i bastoni tra le ruote e farmi desistere dal riuscire nei miei due intenti: essere la miglior mamma possibile e avere un lavoro che mi gratifichi anche dal punto di vista economico.
    Io e Mamma single siamo quelle che non hanno avuto la maternità, non hanno permessi retribuiti e non hanno orari oltre i quali far cadere la penna e tornare dalla propria famiglia. Essere mamma in queste condizioni è un vero salto ad ostacoli, ma sto imparando a saltare bene ed ho indossato le giuste scarpe… questa sfida la vinco io!
    Magari facendo cambiare qualche legge e facendone promulgare qualche altra! 😉

  • author's avatar

    Visit the author’s website

  • author's avatar

    Le 8 verità che nessuno ti dice sul mondo del lavoro
    Inseguire i propri sogni. Intervista a Laura Lamberti
    Viaggi low cost? Si può fare!
    Regali di Natale: dritta per le ritardatarie
    Beta tester cercasi, formazione gratuita in cambio!

    See all this author’s posts