In questi giorni sta girando la California con la sua splendida famiglia, in uno dei suoi fantastici viaggi low cost. Oggi vi raccontiamo chi è Liliana Monticone e vi sveliamo qualche segreto per viaggiare spendendo poco… il resto potete leggerlo sul suo libro.

Come sapete a noi BusinessMum piace viaggiare con i figli, quindi non potevamo non intervistare la Family travel blogger più famosa d’Italia!

 

Raccontaci chi sei

Liliana Monticone, classe ’73. Ho un blog di viaggi, gestisco una piattaforma di e-commerce e la parte ufficio nell’attività di mio marito. Condivido, posto, twitto, navigo, chatto, penso, cerco e… faccio tutto contemporaneamente! Adoro internet e la tecnologia in tutte le sue forme, le sue applicazioni e soprattutto le sue potenzialità.
At last but not least cerco di fare la mamma di Valeria che oggi ha 16 anni, che ha fatto del tech e dell’iperattività totale il suo mantra e che è incredibilmente sopravvissuta a me, a mio marito ed alla vita un po’ assurda che le abbiamo costruito intorno!

 

Com’è nata l’idea di Guida ai viaggi low cost?

Un po’ per gioco: dai tantissimi messaggi, mail e richieste dal blog mi sono resa conto che tanti ‘trucchi’, suggerimenti e metodi per viaggiare low cost che io normalmente mettevo in pratica e ritenevo scontati, non lo erano per la maggior parte della gente che spesso era incredula davanti alle tariffe che riuscivo a spuntare e al costo totale dei nostri viaggi. Ho cominciato così a scrivere e quello che doveva essere un manualetto di un centinaio di pagine è diventato un tomo di oltre 500 pagine. Più scrivevo e più consigli mi venivano in mente. L’idea iniziale era solo quella dell’ebook e poi la richiesta del cartaceo è stata così pressante che siamo usciti anche con quello. E’ stata una grande fatica, ma soprattutto una grandissima soddisfazione: restare diverse settimane nella top ten assoluta dei libri più venduti di Amazon, con oltre 20mila copie all’attivo, non è roba da tutti i giorni in Italia con un libro solo in italiano.

 

Dacci un consiglio per viaggiare spendendo poco

Sono tantissimi e nella guida ce ne sono un’infinità. Impossibile sceglierne uno solo! Uno dei più efficaci che mi vengono in mente è quello di aspettare il pomeriggio e prenotare l’hotel per la sera cercando per una sola notte: non avete idea di quanto funzioni questo metodo, soprattutto in certe parti del mondo. Hotel a 4 e 5 stelle scontati anche del 70%. Ma ricordatevi di cercare per una sola notte!

Un altro consiglio, un po’ più complicato e dispendioso in termini di tempo, ma dagli ottimi risultati in certi paesi e certi viaggi è quello di agire sui VPN e modificare la geolocalizzazione. Provate a confrontare i prezzi di una crociera ai Caraibi in questo modo e navigando normalmente: non crederete ai vostri occhi!

 

Qual è il viaggio low cost più bello che hai fatto con la tua famiglia?

Vale rispondere il prossimo o è troppo scontato? Noi siamo malati di Artico, quindi la destinazione sarebbe abbastanza ovvia. Amiamo scorrazzare in motoslitta nella notte artica. Tuttavia non credo esista un viaggio più bello, come non credo esista il più brutto.

Viaggiare per me significa andare alla scoperta e questo va necessariamente fatto con la mente libera. Un brutto viaggio è quando abbiamo aspettative esagerate su una destinazione, o quando ci capita qualcosa per cui resta un brutto ricordo. Ritengo siano sbagliati tutti e due gli atteggiamenti, perché dipendono da fattori esterni a noi e alla meta.

Ci sono sicuramente destinazioni più difficili ed altre più facili, ma questo non significa necessariamente belle o brutte. Viaggiando dobbiamo cercare di cogliere il bello e il positivo di ogni luogo, questo è uno dei motivi per cui amo gli on the road senza pianificazione, acquistando solo il volo e cercando di leggere poco prima del viaggio. E’ l’unico modo per farsi sorprendere da una destinazione da un lato e per garantirsi – cosa ben più importante – la totale libertà in viaggio: dove ci piace ci fermiamo e dove non ci piace proseguiamo. E’ inebriante la sensazione di libertà che ci pervade all’uscita dall’aeroporto, in un posto straniero, noi tre soli, senza meta, con le pagine bianche di un viaggio in famiglia tutto da scrivere!

 

Molte persone quando hanno figli smettono di viaggiare e spesso non è per motivi economici. Secondo te perché è importante far viaggiare i propri figli?

E’ impossibile descrivere tutte le motivazioni, probabilmente non basterebbe un altro tomo da 500 pagine. Non è indispensabile viaggiare per educare, ma è indubbio che chi ama viaggiare ha un mezzo molto comodo e pratico per educare, ma solo se si riescono a mettere da parte i consueti metri di misura. C’è una frase che forse più di tutte mi manda in bestia: ‘Sono piccoli e non si ricorderanno niente’. Come se gli adulti si ricordassero tutto! Rispondo sempre in maniera lapidaria: tu ti ricordi di tutte le volte che sei caduto imparando a camminare? Eppure a camminare hai imparato!

Le difficoltà di un viaggio DIY (do it yourself), i problemi grandi e piccoli da risolvere, trovarsi a contatto – in un mondo che non è il tuo – con gli estremi: ricchezza e povertà, caldo e freddo, tecnologia e mancanza di corrente elettrica,… aiuta i figli (e non solo loro!) a contestualizzare i problemi, a riconoscere i bisogni dell’altro, ad osservare tenendo a freno il giudizio che scatta inesorabilmente, a farsi una mappa mentale delle priorità della vita e soprattutto a ridimensionare i nostri problemi.

Insegna a ringraziare di essere nati, senza merito, nella parte giusta e fortunata del mondo!


Grazie Liliana e buona lettura alle BusinessMum!

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    By: Mirna Pacchetti

    Sono Mirna, una donna dalla doppia vita: di giorno sono consulente di marketing strategico per le start up e il rilancio delle aziende in difficoltà, ma la sera mi trasformo nella mamma di due piccole principesse. I due lavori più belli del mondo!
    In questi anni di “mammitudine” ho imparato a destraggiarmi tra pannolini e call di lavoro, ma soprattutto ho imparato a sopravvivere alle oppressioni di un sistema che penalizza le donne, soprattutto se sono mamme senza un contratto a tempo indeterminato.
    Burocrazia, INPS, Agenzie delle Entrate, IVA e le loro amiche tasse tentano da 6 anni di mettermi i bastoni tra le ruote e farmi desistere dal riuscire nei miei due intenti: essere la miglior mamma possibile e avere un lavoro che mi gratifichi anche dal punto di vista economico.
    Io e Mamma single siamo quelle che non hanno avuto la maternità, non hanno permessi retribuiti e non hanno orari oltre i quali far cadere la penna e tornare dalla propria famiglia. Essere mamma in queste condizioni è un vero salto ad ostacoli, ma sto imparando a saltare bene ed ho indossato le giuste scarpe… questa sfida la vinco io!
    Magari facendo cambiare qualche legge e facendone promulgare qualche altra! 😉

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