Baby sitting e asili nido: ecco il sostegno alle neomamme lavoratrici che necessitano di rientrare al lavoro.

Diciamocelo: noi passeremmo ore con i nostri figli, soprattutto se sono appena nati, ma se rischiamo di perdere il posto, se nostro marito è stato licenziato o se siamo delle libere professioniste, molto spesso tornare al lavoro quando potremmo ancora godere della maternità è una scelta forzata.

Vi avevamo già raccontato che i voucher valgono anche per le lavoratrici autonome, ma non vi avevamo detto come ottenerli. In questo articolo avete tutti i dettagli.

In cosa consiste il voucher INPS?

I voucher INPS sono un’agevolazione che lo Stato riconosce alle neomamme lavoratrici dipendenti pubbliche e private, lavoratrici iscritte alla gestione separata INPS e libere professioniste non iscritte ad altra forma previdenziale obbligatoria e non pensionate.

Quali sono le regole?

Le mamme lavoratrici possono fare domanda per ottenere, al termine del congedo di maternità ed entro gli 11 mesi successivi, i voucher per l’acquisto di servizi di baby sitting, ovvero un contributo per le spese dell’asilo, per un massimo di 6 mesi.

Questa agevolazione viene erogata in alternativa al congedo parentale.

E’ possibile chiedere i voucher per più figli?

In caso di più figli, è possibile presentare una domanda per ciascun figlio, purché la lavoratrice rientri nelle categorie sopracitate e possieda i requisiti d’accesso.

Come vengono erogati?

I voucher per l’acquisto di servizi di baby sitting vengono erogati attraverso il sistema dei buoni lavoro del valore di 600 euro al mese per un massimo di 6 mesi.

I buoni devono essere ritirati dalla mamma lavoratrice presso la sede provinciale INPS territorialmente competente e può decidere se ritirare interamente i voucher che le spettano, oppure scegliere di ritirarli a cadenza mensile.

Se la mamma sceglie di affidare i figli ad una baby sitter deve effettuare, prima dell’inizio della prestazione, la comunicazione preventiva di inizio prestazione, indicando oltre al proprio codice fiscale, quello della prestatrice, il luogo di svolgimento della prestazione e le date di inizio e fine dell’attività lavorativa.

Il contributo economico di 600 euro per l’asilo nido pubblico o privato, invece, viene erogato mediante il pagamento diretto della struttura scolastica scelta dalla madre, previo rilascio da parte dell’asilo della documentazione attestante la frequenza del bambino alla struttura stessa.

Ecco la procedura da seguire

Il beneficio si deve richiedere all’INPS esclusivamente tramite procedura on line accedendo direttamente tramite PIN dispositivo, o tramite gli intermediari abilitati (ad esempio un Consulente del lavoro).

Nella domanda dovranno essere inserite le informazioni riguardanti il tipo di beneficio al quale s’intende accedere, il periodo di fruizione del beneficio (specificando il numero di mesi), la dichiarazione di rinuncia alla fruizione del corrispondente numero di mesi di congedo parentale e la dichiarazione di presentazione di ISEE conforme alla vigente normativa.

L’INPS provvederà ad avvisare il datore di lavoro della neomamma della proporzionale riduzione del periodo di congedo parentale conseguente alla concessione del contributo.

 

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    By: Mirna Pacchetti

    Sono Mirna, una donna dalla doppia vita: di giorno sono consulente di marketing strategico per le start up e il rilancio delle aziende in difficoltà, ma la sera mi trasformo nella mamma di due piccole principesse. I due lavori più belli del mondo!
    In questi anni di “mammitudine” ho imparato a destraggiarmi tra pannolini e call di lavoro, ma soprattutto ho imparato a sopravvivere alle oppressioni di un sistema che penalizza le donne, soprattutto se sono mamme senza un contratto a tempo indeterminato.
    Burocrazia, INPS, Agenzie delle Entrate, IVA e le loro amiche tasse tentano da 6 anni di mettermi i bastoni tra le ruote e farmi desistere dal riuscire nei miei due intenti: essere la miglior mamma possibile e avere un lavoro che mi gratifichi anche dal punto di vista economico.
    Io e Mamma single siamo quelle che non hanno avuto la maternità, non hanno permessi retribuiti e non hanno orari oltre i quali far cadere la penna e tornare dalla propria famiglia. Essere mamma in queste condizioni è un vero salto ad ostacoli, ma sto imparando a saltare bene ed ho indossato le giuste scarpe… questa sfida la vinco io!
    Magari facendo cambiare qualche legge e facendone promulgare qualche altra! 😉

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