Noi BusinessMum siamo delle ‘YourBrandCamper’, ovvero siamo iscritte alla prima piattaforma che consente ai social influencer di dialogare con i marchi noti.

Abbiamo deciso di iscriverci spinte dalla curiosità di capire in che modo avremmo interagito con i marchi e capire come collaborare direttamente.

Una volta capite le semplici dinamiche della piattaforma, abbiamo iniziato ad apprezzarne le opportunità. Your Brand Camp è un luogo di relazione virtuale tra i marchi e le persone come noi, che hanno un seguito nel Web:  vedi i nuovi prodotti in anteprima, puoi chiedere dei campioni per provarli e puoi interagire direttamente con una persona dell’azienda che risponde alle tue domande.

Per raccontarvi un po’ meglio dì cosa si tratta, abbiamo intervistato Flavia Rubino, ovvero l’ideatrice.

 Com’è nata l’idea di Your Brand Camp?

YourBrand.Camp è nelle mie corde da anni, da quando ho lasciato il marketing delle grandi multinazionali per dedicarmi alle infinite opportunità della collaborazione in Rete. Ho sempre pensato che il marketing avesse bisogno di più esempi virtuosi e di riflessioni approfondite, per non appiattirsi sulle solite prassi pubblicitarie-quantitative, che premiano la mera visibilità e poco i contenuti veramente utili.
Ho coniato quindi il “marketing della Conversazione”, inizialmente con la società The Talking Village che offre progetti di ricerca e comunicazione basati sulla partecipazione attiva delle persone della Rete, e poi circa un anno fa abbiamo lanciato YBC come piattaforma in cui l’automazione è al servizio della relazione, un luogo dove i nostri progetti di marketing sono facilmente strutturati e accessibili a tutti, e generano vero scambio di valore tra aziende e persone: dal Molino che lancia una nuova miscela di farine, alla giovane startup, alla grande azienda food che vuole parlare di spreco alimentare…e così via

Perché è utile a chi ha un forte seguito nel web e alle aziende?

YBC E’ utile alle aziende perché proponendo i loro progetti sulla piattaforma entrano in contatto con persone attive in Rete, selezionate, sinceramente interessate ai prodotti/servizi e argomenti di cui si parla, e in grado di produrre contenuti di qualità perché sinceri. Ed è utile alle persone perché diventano parte di un vivaio di talenti, possono guadagnare scegliendosi le collaborazioni di marketing più adatte ai loro interessi, possono aggiungere valore alla loro presenza in rete senza perdere in credibilità e sincerità come accade spesso con campagne promozionali tutte uguali. Su YBC ogni progetto è diverso e i partecipanti sono liberi di contribuire con la massima creatività. Tutto questo lo chiamiamo influtility (c’è un bel book gratuito da scaricare) ovvero influencer marketing utile, di valore.

Solitamente noi donne veniamo trattate come dei panda in via di estinzione: da tutelare e relegare nelle aree protette delle quote rosa. Chi mi conosce sa quanto questo mi dia fastidio e dal nostro veloce scambio di opinioni mi sembra che siamo allineate. La mia idea è che, uomo o donna, nella vita serva solo un po’ di grinta e tanta caparbietà nel perseguire i propri obiettivi. Cosa ne pensi?

Sono d’accordo con te e penso che le doti che fanno un buon comunicatore, o un buon imprenditore, non abbiano sesso. Spesso però devo dire che le donne si auto-limitano e hanno bisogno di un’extra dose di consapevolezza e fiducia nelle proprie risorse per costruirsi la loro strada. La cosa che trovo più irritante è che in un uomo grinta e caparbietà possano essere definite leadership o spirito di iniziativa, e in una donna invece possano essere assimilate ad aggressività gratuita ed antipatia. Ecco, non ci siamo proprio: anche le doti relazionali che bisogna saper coltivare e che rendono piacevole una persona pur concentrata sugli obiettivi, non hanno sesso. Invece proprio noi donne per prime cadiamo spesso nell’equivoco, criticandoci.

Infine: daresti un consiglio alle BusinessMum che ci leggono? Che caratteristiche deve avere un imprenditrice per sfondare nel mondo digital?

Trovo sempre molto difficile rispondere a questa domanda! Ognuno deve esprimere se stesso nella sua idea di business. Rischierò di essere banale: bisogna credere fortemente nelle proprie passioni e idee, fare dei piani molto concreti per realizzarle, scegliere un ottimo team di supporto (da soli si fa ben poco), imparare dagli errori senza buttarsi giù, e perseverare anche sapendo cambiare strategie.

 

Tranquilla Flavia, non sei stata affatto banale: piani concreti, scelta del team e cambio delle strategie sono ottimi consigli… Che quasi nessuno da!

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    By: Mirna Pacchetti

    Sono Mirna, una donna dalla doppia vita: di giorno sono consulente di marketing strategico per le start up e il rilancio delle aziende in difficoltà, ma la sera mi trasformo nella mamma di due piccole principesse. I due lavori più belli del mondo!
    In questi anni di “mammitudine” ho imparato a destraggiarmi tra pannolini e call di lavoro, ma soprattutto ho imparato a sopravvivere alle oppressioni di un sistema che penalizza le donne, soprattutto se sono mamme senza un contratto a tempo indeterminato.
    Burocrazia, INPS, Agenzie delle Entrate, IVA e le loro amiche tasse tentano da 6 anni di mettermi i bastoni tra le ruote e farmi desistere dal riuscire nei miei due intenti: essere la miglior mamma possibile e avere un lavoro che mi gratifichi anche dal punto di vista economico.
    Io e Mamma single siamo quelle che non hanno avuto la maternità, non hanno permessi retribuiti e non hanno orari oltre i quali far cadere la penna e tornare dalla propria famiglia. Essere mamma in queste condizioni è un vero salto ad ostacoli, ma sto imparando a saltare bene ed ho indossato le giuste scarpe… questa sfida la vinco io!
    Magari facendo cambiare qualche legge e facendone promulgare qualche altra! 😉

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